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| Avellino in libreria... https://www.forzavellino.net/forum/viewtopic.php?f=23&t=14618 |
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| Autore: | Lone [ mar mar 13, 2007 7:37 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | Avellino in libreria... |
… ovvero la città di Avellino nei romanzi e nei saggi: consigli, recensioni e commenti… … mi rendo conto che il tema è forse un po’ ostico, che qualcuno potrebbe trovarlo persino palloso e ho come il vago sentore che il topic possa trasformarsi in un mio solitario pippone… … ma è anche un argomento che, se affrontato con intelligenza, potrebbe dare delle belle soddisfazioni, per cui… … andiamo a iniziare… |
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| Autore: | Lone [ mar mar 13, 2007 7:38 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
CARLO MONTELLA – “NON E’ BEETHOVEN” – MEPHITE Carlo Montella è un anziano scrittore, nato a Napoli e pisano d’adozione, che negli anni ’50 è stato una delle promesse più interessanti della letteratura italiana del dopoguerra. Montella, da bambino, ha vissuto per alcuni anni ad Avellino, esattamente nella “Villa De Ruggiero” (esiste ancora: quella bella residenza signorile sul Viale dei Platani, nei pressi della Piaggio) e, nel romanzo autobiografico “Non è Beethoven”, lo scrittore racconta la sua infanzia in quella casa e nella nostra città, tra gli anni ’20 e i ’30. Il libro, meritoriamente ripubblicato dalla piccola e attivissima casa editrice Mephite, è davvero molto bello. Il suo fascino risiede soprattutto nella inedita e affascinante rappresentazione dell’Avellino di quegli anni, quando la città “era tutta campagna”, vista attraverso gli occhi del bambino che la racconta e la descrive come un luogo tetro, grigio e inquietante, perennemente avvolto dalla pioggia, dal gelo di inverni infiniti e costantemente minacciato dalla presenza (reale o metafisica?) dei lupi che scendevano dalle colline circostanti in cerca di preda. Un luogo, Avellino, fatto di freddo, di pioggia, di silenzi che mozzano il respiro, di ombre e rumori che si muovono nella notte dietro gli scuri serrati delle finestre, di vento che scuote gli alberi in gemiti di sofferenza… … una città popolata da contadini duri, silenziosi, cupi e introversi, così lontana dai colori caldi, dal tepore rassicurante e dal chiasso delle strade attorno alla casa di Napoli del protagonista (ancora una volta noi non siamo napoletani)… … una descrizione di Avellino quasi da fiaba gotica, che piacerebbe a Tim Burton, e che, personalmente, ho adorato. Ma il romanzo è anche altro: critica del regime fascista e del conformismo borghese, denuncia sociale della povertà e dell’emarginazione dell’epoca, romanzo di formazione, struggente rievocazione della figura del padre… … insomma: davvero un piccolo e misconosciuto gioiello che consiglio caldamente di leggere a tutti. Peraltro l’autore, ormai ottuagenario, è stato l’anno scorso ospite di un dibattito organizzato nella Chiesa del Carmine dall’assessorato alla cultura del Comune di Avellino. Ci sono stato e devo dire che è stata l’ennesima occasione persa per parlare di Avellino in maniera inedita e originale. Infatti, alla presenza di uno scarno pubblico costituito prevalentemente da signore attempate, i relatori hanno avviato un lunghissimo ed incoerente sproloquio (riuscendo puntualmente a NON dire alcunché di sensato), dal quale si evinceva chiaramente che il romanzo NON l’aveva letto nessuno e che, probabilmente, nemmeno l’anziano autore ricordava bene di cosa parlasse… … una delle ore più cacacaz.zi della mia vita… un vaniloquio noiosissimo ed interminabile… … al termine del quale ho avvicinato Montella per chiedergli un riscontro delle mie impressioni sul suo romanzo e, quando l’anziano e cortese signore stava per rispondermi, qualcuno lo ha bruscamente trascinato via, in quanto era appena arrivato nientepopodimenochè un qualche assessore dei miei cogl.ioni (alla fine del dibattito: mica fesso…) e lo scrittore doveva assolutamente conoscere cotanto personaggio… … checcaz.zo ci voliti fa’… la cultura ad Avellino è solo una bella utopia… |
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| Autore: | Lone [ mar mar 13, 2007 7:39 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
FRANCO FESTA – DELITTO AL CORSO / LA QUINTA NOTTE – MEPHITE Franco Festa è un (bravo) professore di matematica dello Scientifico, per un breve periodo preside all’Imbriani, padre della giornalista sportiva Titti e fratello del noto Gianni Festa. Mescolando la passione per la letteratura e l’impegno civile, Franco negli ultimi anni si è dedicato alla scrittura di romanzi gialli ambientati ad Avellino ed imperniati sulla figura dell’abile e riflessivo ispettore di polizia Melillo. “Delitto al Corso”, pubblicato in origine su un quotidiano locale, ha vinto un premio letterario nazionale dedicato al romanzo poliziesco ed è davvero una bella opera. Ambientato negli anni ’50, il canovaccio giallo (abbastanza elementare, non è facile costruire un buon intreccio noir) è in realtà solo la scusa per parlare del cosiddetto “Sacco di Avellino” di quegli anni, ossia la speculazione edilizia che stravolse la città di Avellino. Il romanzo è notevole: ben scritto, estremamente sobrio, con grande gusto della descrizione, del dettaglio, dei personaggi… il vero protagonista del libro è proprio la nostra città, le sue botteghe dimenticate, i suoi volti… … una lettura indispensabile per chiunque voglia conoscere una Avellino che non esiste più. “La Quinta Notte” è una sorta di “prequel”, in quanto è ambientato qualche anno prima delle vicende del primo libro, nell’immediato dopoguerra. Il tema del romanzo ed il filo conduttore dell’indagine di Melillo questa volta è terribile ed affascinante allo stesso tempo: gli ignobili atti di sciacallaggio compiuti durante i disastrosi bombardamenti che colpirono Avellino nel settembre del ’43, episodi atroci eppure immediatamente rimossi dal perbenismo borghese della coscienza collettiva della gente. La trama gialla, questa volta, è più curata e complessa, ma il romanzo, nonostante la forza del tema, è stato una mezza delusione: scrittura artificiosa, sottotrame lasciate appese, eccessivi autocompiacimenti, refusi banali, il personaggio di Melillo sempre più in primo piano a scapito di quello che era stato in “Delitto al Corso” il vero protagonista del libro, ossia la città di Avellino… … l’impressione è che il libro sia stato completato in maniera troppo frettolosa… … chissà… forse una più attenta riscrittura o anche solo una buona revisione delle bozze avrebbero giovato alla causa… … peccato… … ciò non toglie che il romanzo meriti la vostra attenzione, non foss’altro perché racconta (e denuncia) un episodio colpevolmente rimosso dall’inconscio della nostra collettività… … e anche perché il libro costa pochissimo! |
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| Autore: | Biancoverde [ mar mar 13, 2007 9:06 pm ] |
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Bè io vi posso consigliare un"delitto d'onore",è di Giovanni Arpino,a me la trama nn è piaciuta ma visto ke è ambientato ad Avellino e a Serino vale la pena leggerlo! Un saluto!
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| Autore: | Lone [ mer mar 14, 2007 12:21 am ] |
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Biancoverde ha scritto: Bè io vi posso consigliare un"delitto d'onore",è di Giovanni Arpino,a me la trama nn è piaciuta ma visto ke è ambientato ad Avellino e a Serino vale la pena leggerlo! Un saluto! ![]() Bravissimo Biancoverde: Giovanni Arpino è l'autore del "Buio e il Miele", il romanzo da cui è stato tratto il film "Profumo di Donna" e il suo remake americano "Scent of a Woman" con Al Pacino... ... ecco la trama di "Un Delitto d'onore" (Elefanti Garzanti - 7,75 euro) "La violenza delle norme sociali, delle ambizioni, di un malinteso concetto di onore sono al centro di questo romanzo di Arpino, ambientato in un paesino dell'avellinese nei primi anni Venti. Un nobilotto di provincia decide di sposare una giovane popolana incolta: attratto dalla purezza della ragazza, vuole farne una signora capace di essere accettata dal suo clan famigliare, e dalla ristretta società che vi gravita intorno. Ben presto, sospetti, frustrazioni, orgoglio daranno il via a un crescendo drammatico, che si concluderà nel «delitto d'onore». Con la sua forte tempra di narratore, Arpino è riuscito a illuminare una mentalità, un magma psicologico, e a ritrovare stratificazioni storiche, tenaci e disperate, di un mondo feudale che la Storia trascina con sé." |
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| Autore: | Biancoverde [ mer mar 14, 2007 2:44 pm ] |
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Belle sono soprattutto le descrizioni di Serino ed Avellino! |
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| Autore: | Lone [ mer mar 14, 2007 6:22 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
E.T. SALMON - IL SANNIO E I SANNITI - EINAUDI Non mi stancherò mai di consigliare questo splendido saggio, assolutamente imperdibile per chiunque avellinese, beneventano o molisano voglia conoscere, approfondire o studiare seriamente la storia della propria terra e della propria gente. Pubblicato negli anni '60 in Inghilterra e tradotto con colpevole ritardo in Italia nel 1985, il libro narra le vicende storiche delle 5 tribù del popolo dei sanniti e illustra la ricerca archeologica compiuta nell'area, costituendo a tutt'oggi il principale studio sull'antico Sannio. Ovviamente si parla diffusamente dell'antica Abellinum... Il libro, reperibile in edizione economica nei Tascabili Einaudi, è una gemma preziosa che dovete assolutamente possedere (io ho la prima edizione italiana rilegata dell'85... ... il punto di partenza fondamentale per prendere coscienza delle proprie origini... |
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| Autore: | Biancoverde [ gio mar 15, 2007 10:48 am ] |
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Francesco De Sanctis-Viaggio elettorale Un viaggio attraverso i paesini dell'alta Irpinia,di più nn so dire visto ke mi è stato consigliato ma nn sono ancora riuscito a leggerlo! |
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| Autore: | Lone [ sab mar 17, 2007 1:58 am ] |
| Oggetto del messaggio: | |
GUIDO PIOVENE - VIAGGIO IN ITALIA - BALDINI CASTOLDI & DALAI Un famoso reportage degli anni '50, nel quale il giornalista Guido Piovene indaga sull'Italia di quegli anni. Interessantissima la sosta ad Avellino e la descrizione dell'Irpinia alle soglie del boom economico (posto che l'Irpinia ABBIA MAI avuto un boom economico... ah si... che fesso... i soldi del terremoto... |
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| Autore: | Lone [ mer apr 18, 2007 11:59 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Felice De Maria – Dizionarietto dialettale - italiano della provincia di Avellino e paesi limitrofi – Arnaldo Forni Editore Si tratta della ristampa anastatica di un’opera del 1908, dedicata “Ai figli dell’Irpinia, per facilitare loro l’apprendimento della lingua italiana”. Ormai sono passati ben 99 anni dalla prima edizione e oggi si può ben dire che lo scopo del libro è diametralmente opposto rispetto a quello originario: ora si tratta di facilitare l’apprendimento del dialetto irpino… … il libretto è grazioso, interessante, costa poco ed è ancora abbastanza reperibile nelle librerie cittadine, nonostante l’edizione della Arnaldo Forni risalga all’ormai remoto 1980. |
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| Autore: | Lone [ gio apr 19, 2007 12:01 am ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Francesco Roccia – Storie di Santità in Irpinia – Delta3 Edizioni Pubblicato nel 2004, il libro è un interessante dizionario dei Santi venerati in Irpinia, con ricco corredo di dati storici, leggende, riproduzioni d’immagini sacre ecc. L’operazione potrebbe sembrare quantomeno bizzarra, in realtà deve considerarsi come una affascinante e coltissima ricerca sulla storia della fede nella nostra provincia e merita l’attenzione di tutti. Elegante la veste grafica, contenutissimo il prezzo di copertina: solo 10 euro. |
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| Autore: | Lone [ gio apr 19, 2007 12:02 am ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Giampiero Galasso – Storia dell’Irpinia Antica – De Angelis L’ho acquistato solo ieri e non posso darne ancora un giudizio approfondito, ma conosco personalmente l’autore, un archeologo irpino che, da vent’anni ormai, pubblica volumi sulla storia antica della nostra provincia (tra gli altri “Irpinia, dagli insediamenti protostorici agli abitati medievali” e il divulgativo “Torri e Castelli in Irpinia”). Consiglio il libro ad occhi chiusi: l’autore è affidabile, il libro è elegante e ben curato, il prezzo popolarissimo (10 euro). |
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| Autore: | Vinicio [ gio apr 19, 2007 5:01 pm ] |
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Lone ha scritto: E.T. SALMON - IL SANNIO E I SANNITI - EINAUDI Non mi stancherò mai di consigliare questo splendido saggio, assolutamente imperdibile per chiunque avellinese, beneventano o molisano voglia conoscere, approfondire o studiare seriamente la storia della propria terra e della propria gente. Pubblicato negli anni '60 in Inghilterra e tradotto con colpevole ritardo in Italia nel 1985, il libro narra le vicende storiche delle 5 tribù del popolo dei sanniti e illustra la ricerca archeologica compiuta nell'area, costituendo a tutt'oggi il principale studio sull'antico Sannio. Ovviamente si parla diffusamente dell'antica Abellinum... Il libro, reperibile in edizione economica nei Tascabili Einaudi, è una gemma preziosa che dovete assolutamente possedere (io ho la prima edizione italiana rilegata dell'85... ... il punto di partenza fondamentale per prendere coscienza delle proprie origini... Pensa che ce l'ho a casa da anni, caro Lone, ma non mi ci sono mai dedicato...dovrò rimediare |
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| Autore: | Lone [ gio apr 19, 2007 10:20 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Vinicio ha scritto: Lone ha scritto: E.T. SALMON - IL SANNIO E I SANNITI - EINAUDI Non mi stancherò mai di consigliare questo splendido saggio, assolutamente imperdibile per chiunque avellinese, beneventano o molisano voglia conoscere, approfondire o studiare seriamente la storia della propria terra e della propria gente. Pubblicato negli anni '60 in Inghilterra e tradotto con colpevole ritardo in Italia nel 1985, il libro narra le vicende storiche delle 5 tribù del popolo dei sanniti e illustra la ricerca archeologica compiuta nell'area, costituendo a tutt'oggi il principale studio sull'antico Sannio. Ovviamente si parla diffusamente dell'antica Abellinum... Il libro, reperibile in edizione economica nei Tascabili Einaudi, è una gemma preziosa che dovete assolutamente possedere (io ho la prima edizione italiana rilegata dell'85... ... il punto di partenza fondamentale per prendere coscienza delle proprie origini... Pensa che ce l'ho a casa da anni, caro Lone, ma non mi ci sono mai dedicato...dovrò rimediare Sine compa', leggilo che è un testo fondamentale... |
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| Autore: | Lone [ dom lug 27, 2008 6:22 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: |
Lone ha scritto: FRANCO FESTA – DELITTO AL CORSO / LA QUINTA NOTTE – MEPHITE Franco Festa è un (bravo) professore di matematica dello Scientifico, per un breve periodo preside all’Imbriani, padre della giornalista sportiva Titti e fratello del noto Gianni Festa. Mescolando la passione per la letteratura e l’impegno civile, Franco negli ultimi anni si è dedicato alla scrittura di romanzi gialli ambientati ad Avellino ed imperniati sulla figura dell’abile e riflessivo ispettore di polizia Melillo. “Delitto al Corso”, pubblicato in origine su un quotidiano locale, ha vinto un premio letterario nazionale dedicato al romanzo poliziesco ed è davvero una bella opera. Ambientato negli anni ’50, il canovaccio giallo (abbastanza elementare, non è facile costruire un buon intreccio noir) è in realtà solo la scusa per parlare del cosiddetto “Sacco di Avellino” di quegli anni, ossia la speculazione edilizia che stravolse la città di Avellino. Il romanzo è notevole: ben scritto, estremamente sobrio, con grande gusto della descrizione, del dettaglio, dei personaggi… il vero protagonista del libro è proprio la nostra città, le sue botteghe dimenticate, i suoi volti… … una lettura indispensabile per chiunque voglia conoscere una Avellino che non esiste più. “La Quinta Notte” è una sorta di “prequel”, in quanto è ambientato qualche anno prima delle vicende del primo libro, nell’immediato dopoguerra. Il tema del romanzo ed il filo conduttore dell’indagine di Melillo questa volta è terribile ed affascinante allo stesso tempo: gli ignobili atti di sciacallaggio compiuti durante i disastrosi bombardamenti che colpirono Avellino nel settembre del ’43, episodi atroci eppure immediatamente rimossi dal perbenismo borghese della coscienza collettiva della gente. La trama gialla, questa volta, è più curata e complessa, ma il romanzo, nonostante la forza del tema, è stato una mezza delusione: scrittura artificiosa, sottotrame lasciate appese, eccessivi autocompiacimenti, refusi banali, il personaggio di Melillo sempre più in primo piano a scapito di quello che era stato in “Delitto al Corso” il vero protagonista del libro, ossia la città di Avellino… … l’impressione è che il libro sia stato completato in maniera troppo frettolosa… … chissà… forse una più attenta riscrittura o anche solo una buona revisione delle bozze avrebbero giovato alla causa… … peccato… … ciò non toglie che il romanzo meriti la vostra attenzione, non foss’altro perché racconta (e denuncia) un episodio colpevolmente rimosso dall’inconscio della nostra collettività… … e anche perché il libro costa pochissimo! Riporto su questo vecchio topic per parlare del terzo romanzo di Franco Festa, ancora una volta un giallo ambientato ad Avellino ed incentrato sulla figura dell'idealista commissario Melillo, pubblicato qualche settimana fa dalla casa editrice Mephite di Atripalda. Comincio subito col dire che si tratta davvero un gran bel romanzo, sicuramente il migliore della trilogia finora pubblicata. A differenza del precedente episodio, che forse pagava una stesura ed una revisione delle bozze un po' troppo frettolose, "L'ultimo sguardo" è davvero ben scritto con un intreccio giallo abbastanza semplice ma molto ben congegnato. Il romanzo è ambientato nel 1964, durante il cosiddetto boom economico e, quindi, in una fase di passaggio cruciale nella storia della nostra città. L'Avellino di quegli anni non è descritta con la cura certosina alla quale i romanzi precedenti di Franco Festa ci avevano abituato ma continua ad essere la protagonista assoluta delle vicende narrate, assumendo una consistenza quasi metafisica, nel senso che pur non dipinta nel dettaglio risalta come luogo dell'anima, anzi, come contenitore di anime... di anime perse, se vogliamo dirla tutta e se capite cosa intendo... "L'ultimo sguardo, in buona sostanza, racconta il cambiamento subito dalla nostra città negli anni '60 e, in qualche modo, la perdita dell'innocenza collettiva indotta dal progressivo diffondersi del benessere e dell'avidità di ricchezza. In questo senso, se volessi forzare un po' il discorso, potrei accostare il nuovo romanzo di Franco Festa all'opera di James Ellroy, rabbioso e disperato cantore della corruzione dilagante nella società americana attraverso una serie di polizieschi di rara efficiacia. Ed è proprio nel contrasto con una città sempre più spersonalizzata, bramosa di sesso ed avida di ricchezza (o anche solo alla frettolosa ricerca dei requisiti minimi per un rapido imborghesimento dimentico delle proprie radici contadine e popolari) che acquista enorme spessore la figura del protagonista, il commissario Melillo, che, liberato dalle forzature evidenziate dalla "Quinta Notte", diventa malinconico ed amareggiato testimone dell'imbarbarimento di una città e dei suoi abitanti. Colpisce e commuove la figura del commissario Melillo: colpisce il suo sguardo morale ma mai moralista, commuove la sua "solitudine popolata di pensieri" (per citare Bohumil Hrabal) e la sua scelta, forse nichilista forse solo romantica, di muoversi tra i suoi concittadini come perennemente sospeso in una sorta di dolente crepuscolo dell'anima... ... facciamola finita con le chiacchiere e leggetevi 'sto caz.zo di libro... ne vale davvero la pena... |
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| Autore: | Vinicio [ dom gen 04, 2009 1:44 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Re: |
Lone ha scritto: Lone ha scritto: FRANCO FESTA – DELITTO AL CORSO / LA QUINTA NOTTE – MEPHITE Franco Festa è un (bravo) professore di matematica dello Scientifico, per un breve periodo preside all’Imbriani, padre della giornalista sportiva Titti e fratello del noto Gianni Festa. Mescolando la passione per la letteratura e l’impegno civile, Franco negli ultimi anni si è dedicato alla scrittura di romanzi gialli ambientati ad Avellino ed imperniati sulla figura dell’abile e riflessivo ispettore di polizia Melillo. “Delitto al Corso”, pubblicato in origine su un quotidiano locale, ha vinto un premio letterario nazionale dedicato al romanzo poliziesco ed è davvero una bella opera. Ambientato negli anni ’50, il canovaccio giallo (abbastanza elementare, non è facile costruire un buon intreccio noir) è in realtà solo la scusa per parlare del cosiddetto “Sacco di Avellino” di quegli anni, ossia la speculazione edilizia che stravolse la città di Avellino. Il romanzo è notevole: ben scritto, estremamente sobrio, con grande gusto della descrizione, del dettaglio, dei personaggi… il vero protagonista del libro è proprio la nostra città, le sue botteghe dimenticate, i suoi volti… … una lettura indispensabile per chiunque voglia conoscere una Avellino che non esiste più. “La Quinta Notte” è una sorta di “prequel”, in quanto è ambientato qualche anno prima delle vicende del primo libro, nell’immediato dopoguerra. Il tema del romanzo ed il filo conduttore dell’indagine di Melillo questa volta è terribile ed affascinante allo stesso tempo: gli ignobili atti di sciacallaggio compiuti durante i disastrosi bombardamenti che colpirono Avellino nel settembre del ’43, episodi atroci eppure immediatamente rimossi dal perbenismo borghese della coscienza collettiva della gente. La trama gialla, questa volta, è più curata e complessa, ma il romanzo, nonostante la forza del tema, è stato una mezza delusione: scrittura artificiosa, sottotrame lasciate appese, eccessivi autocompiacimenti, refusi banali, il personaggio di Melillo sempre più in primo piano a scapito di quello che era stato in “Delitto al Corso” il vero protagonista del libro, ossia la città di Avellino… … l’impressione è che il libro sia stato completato in maniera troppo frettolosa… … chissà… forse una più attenta riscrittura o anche solo una buona revisione delle bozze avrebbero giovato alla causa… … peccato… … ciò non toglie che il romanzo meriti la vostra attenzione, non foss’altro perché racconta (e denuncia) un episodio colpevolmente rimosso dall’inconscio della nostra collettività… … e anche perché il libro costa pochissimo! Riporto su questo vecchio topic per parlare del terzo romanzo di Franco Festa, ancora una volta un giallo ambientato ad Avellino ed incentrato sulla figura dell'idealista commissario Melillo, pubblicato qualche settimana fa dalla casa editrice Mephite di Atripalda. Comincio subito col dire che si tratta davvero un gran bel romanzo, sicuramente il migliore della trilogia finora pubblicata. A differenza del precedente episodio, che forse pagava una stesura ed una revisione delle bozze un po' troppo frettolose, "L'ultimo sguardo" è davvero ben scritto con un intreccio giallo abbastanza semplice ma molto ben congegnato. Il romanzo è ambientato nel 1964, durante il cosiddetto boom economico e, quindi, in una fase di passaggio cruciale nella storia della nostra città. L'Avellino di quegli anni non è descritta con la cura certosina alla quale i romanzi precedenti di Franco Festa ci avevano abituato ma continua ad essere la protagonista assoluta delle vicende narrate, assumendo una consistenza quasi metafisica, nel senso che pur non dipinta nel dettaglio risalta come luogo dell'anima, anzi, come contenitore di anime... di anime perse, se vogliamo dirla tutta e se capite cosa intendo... "L'ultimo sguardo, in buona sostanza, racconta il cambiamento subito dalla nostra città negli anni '60 e, in qualche modo, la perdita dell'innocenza collettiva indotta dal progressivo diffondersi del benessere e dell'avidità di ricchezza. In questo senso, se volessi forzare un po' il discorso, potrei accostare il nuovo romanzo di Franco Festa all'opera di James Ellroy, rabbioso e disperato cantore della corruzione dilagante nella società americana attraverso una serie di polizieschi di rara efficiacia. Ed è proprio nel contrasto con una città sempre più spersonalizzata, bramosa di sesso ed avida di ricchezza (o anche solo alla frettolosa ricerca dei requisiti minimi per un rapido imborghesimento dimentico delle proprie radici contadine e popolari) che acquista enorme spessore la figura del protagonista, il commissario Melillo, che, liberato dalle forzature evidenziate dalla "Quinta Notte", diventa malinconico ed amareggiato testimone dell'imbarbarimento di una città e dei suoi abitanti. Colpisce e commuove la figura del commissario Melillo: colpisce il suo sguardo morale ma mai moralista, commuove la sua "solitudine popolata di pensieri" (per citare Bohumil Hrabal) e la sua scelta, forse nichilista forse solo romantica, di muoversi tra i suoi concittadini come perennemente sospeso in una sorta di dolente crepuscolo dell'anima... ... facciamola finita con le chiacchiere e leggetevi 'sto caz.zo di libro... ne vale davvero la pena... Sarà presentato stasera "L'ultimo sguardo", "ultima" fatica di Franco Festa. Ad "affiancare", per così dire, il commissario Melillo ci sarà la pittura di Pierino De Gruttola, che al libro ha dedicato un ciclo di bellissimi quadri. Ancora un'occasione per guardare con occhi più attenti la nostra città, la stessa in fondo di quella del 1964 descritta da Festa. |
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| Autore: | doppiosenso [ mer gen 07, 2009 10:39 am ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Re: |
Lone ha scritto: ... facciamola finita con le chiacchiere e leggetevi 'sto caz.zo di libro... ne vale davvero la pena... Ricevuto in regalo per Natale, lo sto leggendo in questi giorni....... |
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| Autore: | Pirata_pie [ mer gen 07, 2009 12:44 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: |
Lone ha scritto: Vinicio ha scritto: Lone ha scritto: E.T. SALMON - IL SANNIO E I SANNITI - EINAUDI Non mi stancherò mai di consigliare questo splendido saggio, assolutamente imperdibile per chiunque avellinese, beneventano o molisano voglia conoscere, approfondire o studiare seriamente la storia della propria terra e della propria gente. Pubblicato negli anni '60 in Inghilterra e tradotto con colpevole ritardo in Italia nel 1985, il libro narra le vicende storiche delle 5 tribù del popolo dei sanniti e illustra la ricerca archeologica compiuta nell'area, costituendo a tutt'oggi il principale studio sull'antico Sannio. Ovviamente si parla diffusamente dell'antica Abellinum... Il libro, reperibile in edizione economica nei Tascabili Einaudi, è una gemma preziosa che dovete assolutamente possedere (io ho la prima edizione italiana rilegata dell'85... ... il punto di partenza fondamentale per prendere coscienza delle proprie origini... Pensa che ce l'ho a casa da anni, caro Lone, ma non mi ci sono mai dedicato...dovrò rimediare Sine compa', leggilo che è un testo fondamentale... Devo ricercarlo questo librò è proprio di uno dei generi che mi piace |
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| Autore: | Pirata_pie [ mer gen 07, 2009 12:46 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: |
Lone ha scritto: Giampiero Galasso – Storia dell’Irpinia Antica – De Angelis L’ho acquistato solo ieri e non posso darne ancora un giudizio approfondito, ma conosco personalmente l’autore, un archeologo irpino che, da vent’anni ormai, pubblica volumi sulla storia antica della nostra provincia (tra gli altri “Irpinia, dagli insediamenti protostorici agli abitati medievali” e il divulgativo “Torri e Castelli in Irpinia”). Consiglio il libro ad occhi chiusi: l’autore è affidabile, il libro è elegante e ben curato, il prezzo popolarissimo (10 euro). Questo l'hai letto....com'è? Cmq dovrò farmi un giro in qualche libreria di Avellino City perchè quello sui sanniti lo posso anche trovare a Bn, ma questo credo sia difficile |
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| Autore: | Lone [ mer gen 07, 2009 11:58 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Re: |
doppiosenso ha scritto: Lone ha scritto: ... facciamola finita con le chiacchiere e leggetevi 'sto caz.zo di libro... ne vale davvero la pena... Ricevuto in regalo per Natale, lo sto leggendo in questi giorni....... Ti sta piacendo? |
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