Napoletanismi da evitare nel dialetto avellinese!
Inviato: ven nov 17, 2006 1:35 pm
Il problema lo conosciamo tutti: la vicinanza geografica della nostra provincia con quella napoletana ha determinato progressivamente, specie negli ultimi anni e nelle ultime generazioni, la deplorevole contaminazione del nostro dialetto avellinese con termini e modi di dire tipicamente partenopei.
La cosa, inutile dirlo, fa girare le palle ad elica a me e a qualsiasi altro avellinese abbia un minimo di orgoglio delle proprie radici.
Ho deciso di aprire questo topic nel tentativo di offrire un contributo minimo alla “educazione linguistica” di quanti, in maniera più o meno consapevole, usino e abusino di napoletanismi nella loro comunicazione quotidiana. In esso cercherò di segnalare i termini da evitare assolutamente, pena la fustigazione pubblica a chiappe nude sul sagrato del Duomo. Il topic è aperto al contributo di chiunque abbia napoletanismi impropriamente utilizzati ad Avellino da mettere al bando: siete pregati di partecipare numerosi, di diffonderne il più possibile i contenuti e gl’intenti e di rinnovarlo periodicamente.
Al contempo, sono pregati di astenersi napolilli, polemisti e scassaca*** vari: grazie!
PARIARE (scherzare, divertirsi in maniera esagerata, sballare) – si tratta, probabilmente del termine più deplorevole, in quanto estremamente invasivo ed ormai molto diffuso nello slang dei ragazzini avellinesi. Le categorie più a rischio sono i giovani decerebrati e gl’inconsapevoli trappanielli, ma è possibile che attecchisca anche presso insospettabili. Da mettere assolutamente al bando e da sostituire con l’avellinese PAZZIARE o SBARIARE.
ACCA’ (qui, in questo luogo) – semplicemente da vomito, ogni volta che lo sento mi viene voglia di strapparmi un braccio solo per avere qualcosa con cui percuotere chi l’ha pronunciato. Purtroppo abbastanza diffuso: attecchisce soprattutto fra i cafonazzi. Da sostituire con l’avellinese ‘LLOCO o il simpatico equivalente QUANE (ormai alquanto desueto).
SCìEMO (scemo, stupido) – abbastanza innocuo, ma scorretto. In avellinese si dice STORDO o anche PEPE.
MUCCUSO, MUCCUSIELLO (moccioso, mocciosetto) – altro termine ormai di ampia diffusione. Paradossalmente il termine attecchisce proprio tra i mocciosi stessi. Da sostituire con l’avellinese CHIARFUSO, CHIARFUSIELLO (da “chiarfo” ossia moccio).
ACCUNGIA’ (riparare, sistemare) – poco diffuso… ma è meglio prevenire! Da sostituire con l’avellinese ACCONZARE.
GUAGLIONA, GUAGLIONCELLA (ragazza, ragazzina) – purtroppo ormai diffusissimo. Da sostituire con GUAGLIOTTA o VAGLIOTTA e GUAGLIOTTELLA o VAGLIOTTELLA.
AFFINALE (alla fine, al termine di tutto) – fastidiosamente invasivo ed estremamente subdolo per la sua apparente innocuità: in realtà contribuisce a corrodere le sinapsi dall’interno del cervello. Da sostituire con gli avellinesi AROPPO o ALURDIMO.
CHIST’, CHILL’ (questo, quello) – alto coefficiente di beceraggine, abbastanza diffuso tra i cafoncelli che sfrecciano in macchina con i finestrini abbassati e Gigi D’Alessio a palla nell’autoradio. Da sostituire con gli avellinesi QUISTO e QUILLO, per i quali termini beneventani e salernitani ci sfottono… e noi ce ne sbattiamo le palle e li usiamo ancora con più gusto.
Per adesso, mi fermo qui. Aggiornerò il topic quanto prima con altri termini: intanto voi contribuite!
La cosa, inutile dirlo, fa girare le palle ad elica a me e a qualsiasi altro avellinese abbia un minimo di orgoglio delle proprie radici.
Ho deciso di aprire questo topic nel tentativo di offrire un contributo minimo alla “educazione linguistica” di quanti, in maniera più o meno consapevole, usino e abusino di napoletanismi nella loro comunicazione quotidiana. In esso cercherò di segnalare i termini da evitare assolutamente, pena la fustigazione pubblica a chiappe nude sul sagrato del Duomo. Il topic è aperto al contributo di chiunque abbia napoletanismi impropriamente utilizzati ad Avellino da mettere al bando: siete pregati di partecipare numerosi, di diffonderne il più possibile i contenuti e gl’intenti e di rinnovarlo periodicamente.
Al contempo, sono pregati di astenersi napolilli, polemisti e scassaca*** vari: grazie!
PARIARE (scherzare, divertirsi in maniera esagerata, sballare) – si tratta, probabilmente del termine più deplorevole, in quanto estremamente invasivo ed ormai molto diffuso nello slang dei ragazzini avellinesi. Le categorie più a rischio sono i giovani decerebrati e gl’inconsapevoli trappanielli, ma è possibile che attecchisca anche presso insospettabili. Da mettere assolutamente al bando e da sostituire con l’avellinese PAZZIARE o SBARIARE.
ACCA’ (qui, in questo luogo) – semplicemente da vomito, ogni volta che lo sento mi viene voglia di strapparmi un braccio solo per avere qualcosa con cui percuotere chi l’ha pronunciato. Purtroppo abbastanza diffuso: attecchisce soprattutto fra i cafonazzi. Da sostituire con l’avellinese ‘LLOCO o il simpatico equivalente QUANE (ormai alquanto desueto).
SCìEMO (scemo, stupido) – abbastanza innocuo, ma scorretto. In avellinese si dice STORDO o anche PEPE.
MUCCUSO, MUCCUSIELLO (moccioso, mocciosetto) – altro termine ormai di ampia diffusione. Paradossalmente il termine attecchisce proprio tra i mocciosi stessi. Da sostituire con l’avellinese CHIARFUSO, CHIARFUSIELLO (da “chiarfo” ossia moccio).
ACCUNGIA’ (riparare, sistemare) – poco diffuso… ma è meglio prevenire! Da sostituire con l’avellinese ACCONZARE.
GUAGLIONA, GUAGLIONCELLA (ragazza, ragazzina) – purtroppo ormai diffusissimo. Da sostituire con GUAGLIOTTA o VAGLIOTTA e GUAGLIOTTELLA o VAGLIOTTELLA.
AFFINALE (alla fine, al termine di tutto) – fastidiosamente invasivo ed estremamente subdolo per la sua apparente innocuità: in realtà contribuisce a corrodere le sinapsi dall’interno del cervello. Da sostituire con gli avellinesi AROPPO o ALURDIMO.
CHIST’, CHILL’ (questo, quello) – alto coefficiente di beceraggine, abbastanza diffuso tra i cafoncelli che sfrecciano in macchina con i finestrini abbassati e Gigi D’Alessio a palla nell’autoradio. Da sostituire con gli avellinesi QUISTO e QUILLO, per i quali termini beneventani e salernitani ci sfottono… e noi ce ne sbattiamo le palle e li usiamo ancora con più gusto.
Per adesso, mi fermo qui. Aggiornerò il topic quanto prima con altri termini: intanto voi contribuite!
