Sezione dedicata alle discussioni su Passato, Presente e futuro della nostra terra
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dom mar 05, 2006 9:13 pm

LoneWolf ha scritto:Riporto su questo topic, che mi sta molto a cuore, visto che sono un appassionato di storia sannita e feroce sostenitore del Molisannio.

Mi scuso con l'amico Longobardo per non aver partecipato prima, ma sono stato assente dal sito per parecchio tempo... :wink:

Nei prossimi giorni prometto di partecipare attivamente! :cool:



Ciao lone, a ben ritrovarti! :ciao:

lun mar 06, 2006 1:02 am

evergreen79 ha scritto:
Avellino non ha mai fatto parte del regno di Napoli.


ehm.. ehm... come stiamo messi in storia? :roll:

lun mar 06, 2006 10:44 pm

Headlong ha scritto:
evergreen79 ha scritto:
Avellino non ha mai fatto parte del regno di Napoli.


ehm.. ehm... come stiamo messi in storia? :roll:




Mi dispiace contraddirti ma Avellino ha fatto parte del Regno di Napoli,
diverso il discorso per Benevento Citta e parte di provincia che apparteneva allo stato Vaticano.

mer mar 08, 2006 2:54 pm

Il Molisannio, che sarebbe bello peraltro chiamare semplicemente SANNIO, è indiscutibilmente un sogno, un’utopia di difficile realizzazione che si basa sulla comune origine di un popolo e sul recupero di una tradizione condivisa.

Avellinesi e beneventani non hanno nulla da spartire con la Campania, né da un punto di vista culturale, né tanto meno da quello genetico: Abellinum e Maleventum erano città degli irpini, popolo che faceva parte della Lega Sannitica, assieme a Pentri, Carecini, Caudini e, secondo alcuni storici, ai Frentani.
L’area popolata dai sanniti corrispondeva approssimativamente alle attuali province di Avellino, Benevento, Isernia e Campobasso.
Irpini e molisani sono simili sia da un punto di vista culturale che somatico e non è un caso: condividiamo lo stesso patrimonio genetico e le stesse ancestrali tradizioni.
In realtà noi irpini siamo molto simili anche ad abruzzesi, umbri, ciociari, reatini e, in parte, ai marchigiani.
Questo perché i Sanniti discendevano direttamente dagli Umbro-Sabelli che, giunti in Italia con le invasioni indoeuropee, si diffusero in Italia centromeridionale attraverso le rituali migrazioni del “Ver Sacrum” (Primavera Sacra).
In sostanza, quando la popolazione aumentava, una parte di questa migrava verso nuovi territori, seguendo il percorso tracciato dall’animale totemico della nuova tribù.
Inutile dire che il popolo che si sarebbe chiamato “irpino”, nella sua migrazione seguì un “hirpus”, ossia un lupo.

I Sanniti, divisi nelle quattro o cinque tribù summenzionate, ma federati in un patto d’alleanza, erano un popolo di fieri e bellicosi montanari che contese alla crescente potenza di Roma, il controllo dell’Italia centro meridionale e solo dopo decenni di aspre battaglie, i romani riuscirono a sconfiggere i nostri antenati, che continuarono a ribellarsi a più riprese al giogo di Roma, fino alla definitiva integrazione all’interno della pax romana.

I romani compresero subito la pericolosità di un popolo fiero ed orgoglioso come quello sannita ed operarono la tattica del “divide et impera”, ossia trasformarono diverse città sannite, come Maleventum, ribattezzata Beneventum e , successivamente, Abellinum, in colonie romane, al fine d’indebolire l’identità nazionale del popolo sannita, dividerlo nel suo interno e poterlo controllare meglio. Allo stesso scopo, per tenere separate le tribù sannite, deportarono in alcune aree del Sannio, intere popolazioni ribelli di altre aree d’Italia, come i Liguri Bebiani nella zona dell’attuale Taurasi, e i Picenti, che furono spostati dalle attuali Marche all’area che adesso, non a caso, è definita dei Monti Picentini.

Inoltre, quando Augusto divise l’Italia in regioni, ebbe cura di tenere separati i sanniti, dividendo la nazione in diverse regioni.

In sostanza, sebbene il Sannio abbia comuni origini, esso è da duemila anni tenuto diviso dalle ragioni dei vincitori, prima, e dall’inevitabile oblio che copre la storia degli sconfitti, poi.

Mi rendo conto che oggi è assai difficile far comprendere la comune origine sannita a popolazioni che sono state divise per tanti secoli ma, in fondo, sarebbe sufficiente parlarsi, per rendersi conto quanto simili siano avellinesi, beneventani e molisani.

Il problema è che anche parlarsi diventa un’impresa, quando si è nell’italietta dei campanili e delle rivalità regionali, provinciali, cittadine e condominiali. E’ difficile parlare quando le rivalità calcistiche si sovrappongono alla vita reale e qualsiasi scambio di opinioni, diventa immediatamente un ring per scontri tra ultras.
Teniamo fuori il calcio da questa discussione: non ci azzecca nulla, stiamo parlando di un progetto culturale e politico e non di 22 fessi che corrono dietro ad un pallone, che ci appassionano tanto, ma che sempre 22 fessi rimangono e, probabilmente, noi siamo i più fessi di tutti, che ci danniamo l’anima appresso a loro.

A volte, la rivalità tra Avellino e Benevento, mi ricorda la simile rivalità tra Springfield, la città dei Simpson (una delle cose più intelligenti della tv di sempre, che non se n’è accorto o lo considera un cartone animato per bambini è un povero fesso) e la vicina Shelbyville: due cittadine identiche, dove persino gli abitanti si somigliano, ma che si odiano a morte per futili motivi o, più probabilmente, perché ognuna vede nell’altra il riflesso speculare dei propri vizi e dei propri difetti. Il beneventano che odia Avellino (e viceversa) in qualche modo odia se stesso e sfoga sull’altro il proprio complesso d’inferiorità, nei confronti del vero “nemico”, l’area metropolitana della Campania che considera noi cafoni e montanari delle aree interne, come delle rustiche ed estreme propaggini della loro sfera d’influenza.

La priorità, oggi, per avellinesi e beneventani, è riuscire a superare questo risibile odio reciproco, e cominciare davvero a collaborare per la realizzazione dei comuni interessi delle due città.

La costituzione della regione Molisannio, o più semplicemente SANNIO, sarebbe la realizzazione di un sogno, il riscatto dei nostri antenati che hanno lottato per secoli la potenza di Roma e, sconfitti, sono stati costretti alla divisione e, persino, alla “damnatio memoriae”, all’oblio con il quale i romani spegnevano il ricordo dei popoli più temibili e che, proprio per la loro pericolosità, non doveva restare nemmeno il ricordo.

Una regione Sannio, composta da Avellino, Benevento, Campobasso e Isernia, sarebbe la bellissima utopia di un popolo finalmente di nuovo unito, ma non sarebbe solo questo, sarebbe anche e soprattutto una concreta occasione di riscatto, il modo per uscire dalla politica campana “napolicentrica” e cominciare davvero a perseguire gl’interessi delle aree interne, troppo a lungo sacrificati sull’altare delle priorità delle aree costiere.

Lo ripeto per l’ennesima volta: noi con i napoletani e i salernitani, non abbiamo nulla a che spartire, siamo diversi di indole, di cultura e, diciamolo senz’alcun accento razzista, anche geneticamente.

Una giovane scrittrice napoletana, Antonella Cilento, in uno dei suoi ultimi romanzi, ha descritto molto bene il senso di diversità, provato da lei napoletana, durante le sue permanenze ad Avellino e Benevento. Lei ci descrive come delle realtà chiuse, diverse, ostili, “longobarde”.

E’ la verità: noi non siamo napoletani, abbiamo una nostra identità, un nostro carattere ben preciso, delle nostre tradizioni e dei nostri interessi che dobbiamo assolutamente perseguire, svincolandoci dall’orbita napoletana che tanti danni ci ha creato negli ultimi decenni (malavita, rifiuti, mancato sviluppo ecc.).

Il Molisannio sarebbe il modo di riscattare noi stessi e la nostra cultura: forse è un’utopia, ma la storia c’insegna che, a volte, le utopie possono essere realizzate.

Intanto parliamone e cerchiamo di coinvolgere più persone possibili nella discussione, invitando anche amici di Benevento, Isernia e Campobasso a parteciparvi.

mer mar 08, 2006 8:05 pm

Gran bel post...solo avrei preferito meno sottolineature alla diversita' genetica degli irpini e dei beneventani dalla restante porzione della popolazione della campania.
La genetica è una questione che non deve proprio c'entrare con il progetto "sannio" o "molisannio".
Ci sono ben diverse motivazioni che dobbiamo tenere presenti. Leggi: cultura diversa, sogni e bisogni diamentralmente opposti.

Comunque sia è vero...il territorio che potremmo riconoscere con il nome di "sannio" nel corso della storia ha subito tali e tante migrazioni da creare una popolazione singolare rispetto agli altri abitanti della regione.
Vi cito appunto il caso dei liguri apuani, che vennero deportati in massa nell'allora samnium (oggi appunto l'avellinese e il beneventano).
A questo proposito qualcuno di voi sapra' (per memoria diretta o perche' ne avra' letto poi successivamente) che anche il buon caro Presidente Pertini(ligure), durante una sua visita nell'immediato dopoterremoto, fece un riferimento proprio alla deportazione dei liguri apuani in irpinia. Insomma disse che si sentiva fratello degli irpini e ricordo', appunto, la vicenda della deportazione dei 50.000 (in realta' dovevano essere 60.000) liguri apuani nel territorio sannita.

Voi sapete bene che all'epoca di questa famosa deportazione l'intera penisola italiana era abitata al massimo da un milione di persone(stiamo parlando , se non erro, del secondo secolo avanti cristo). Quindi appare ben chiaro che un numero pari a 50.000 (e forse anche piu' alto) rappresenta molto probabilmente la meta' di tutta l'intera popolazione presente nel territorio che oggi possiamo chiamare "sannio".

Sicuramente è giusto e corretto affermare che molto probabilmente gli irpini e i benevenani geneticamente hanno veramente poco da spartire con le popolazioni costiere della campania. Ma cio' non toglio che questo comunque, con il tema della creazione di una nuova regione, deve veramente c'entrare poco. Qui piu' che altro dobbiamo discutere di cultura diversa, di diversi bisogni e di diverse esigenze che le nostre popolazioni hanno rispetto ai casertani, ai napoletani o ai salernitani (che vivono in una realta' metropolitana).

Dovremmo piu' che altro discutere dell'asfissiante macchina burocratica
messa su da quel satrapo di Bassolino. Dovremmo sottolineare il fatto che la suddetta elefantiaca macchina (strapiena di debiti) e' completamente al servizio della citta' partenopea. Dovremmo riflettere sul fatto che tutti i finanziamenti che arrivano da roma andranno sempre a Napoli e limitrofi....che insomma ce lo prenderemmo sempre e costantemente in saccoccia perche' siamo considerati periferia della periferia.

Per intenderci: dovremmo parlare e discutere di cose concrete, di problemi di ogni giorno. Che poi gli irpini e i sanniti siano gli eredi dei normanni, dei liguri o di qualche eschimese di passaggio nulla toglie e nulla aggiunge al nostro attuale status di cittadini trascurati e dimenticati.

Quindi alla domanda: "è giusto e conveniente creare sta regione sannio?"... non si puo' che rispondere con un bel ----->SI!
(e per le motivazioni espresse sopra)

gio mar 09, 2006 1:44 am

Dirceu4ever... sono perfettamente consapevole che il sottolineare una "diversità genetica" tra noi e i campani possa ingenerare il dubbio di una visione razzista da parte mia.

Non era sicuramente questa la mia intenzione: mi premeva solo far comprendere che NOI NON SIAMO NAPOLETANI, nelle tradizioni, nella cultura, nei comportamenti e anche nelle origini.

L'ho detto e lo ripeto, in maniera anche un po' ossessiva, poiché ritengo che questo nostro senso di diversità, nelle nuove generazioni, stia lentamente scomparendo, per far posto ad una sorta di "napoletanizzazione" della cultura e degli atteggiamenti che, mi scuserai, ma mi fa incazzare a morte.

Potrà sembrarti una stronzata, ma sentire in giro ragazzini che scimmiottano i napoletani, nel dialetto e negli atteggiamenti ("'o fra'... 'o fra'... si parea"), mi da' letteralmente il voltastomaco... :?

Come hai giustamente osservato in un tuo post, Napoli è una realtà enorme e tremendamente invasiva e, se non teniamo ben alto il vessillo della nostra specificità, rischia di fagocitarci in una sterminata periferia metropolitana, nella quale Afragola, Nola ed Avellino saranno un'unica conurbazione allegramente punteggiata da discariche di monnezza.... :evil:

Una visione esagerata e caricaturale? Forse, per fortuna abbiamo le montagne che ci separano dall'area vesuviana.

Intanto, per far appassionare i più giovani all'idea di una regione Sannio, ritengo opportuno insegnare loro le diversità con la Campania costiera e ricordare loro (anche in maniera un po' ossessiva) che NOI NON SIAMO NAPOLETANI! :wink:

dom apr 02, 2006 10:54 pm

LoneWolf ha scritto:Dirceu4ever... sono perfettamente consapevole che il sottolineare una "diversità genetica" tra noi e i campani possa ingenerare il dubbio di una visione razzista da parte mia.

Non era sicuramente questa la mia intenzione: mi premeva solo far comprendere che NOI NON SIAMO NAPOLETANI, nelle tradizioni, nella cultura, nei comportamenti e anche nelle origini.

L'ho detto e lo ripeto, in maniera anche un po' ossessiva, poiché ritengo che questo nostro senso di diversità, nelle nuove generazioni, stia lentamente scomparendo, per far posto ad una sorta di "napoletanizzazione" della cultura e degli atteggiamenti che, mi scuserai, ma mi fa incazzare a morte.

Potrà sembrarti una stronzata, ma sentire in giro ragazzini che scimmiottano i napoletani, nel dialetto e negli atteggiamenti ("'o fra'... 'o fra'... si parea"), mi da' letteralmente il voltastomaco... :?

Come hai giustamente osservato in un tuo post, Napoli è una realtà enorme e tremendamente invasiva e, se non teniamo ben alto il vessillo della nostra specificità, rischia di fagocitarci in una sterminata periferia metropolitana, nella quale Afragola, Nola ed Avellino saranno un'unica conurbazione allegramente punteggiata da discariche di monnezza.... :evil:

Una visione esagerata e caricaturale? Forse, per fortuna abbiamo le montagne che ci separano dall'area vesuviana.

Intanto, per far appassionare i più giovani all'idea di una regione Sannio, ritengo opportuno insegnare loro le diversità con la Campania costiera e ricordare loro (anche in maniera un po' ossessiva) che NOI NON SIAMO NAPOLETANI! :wink:


Aggiungerei che non siamo ne casertani ne salernitani ma SANNITI e fieri di esserlo.

dom apr 02, 2006 11:01 pm

Longobardo ha scritto:
LoneWolf ha scritto:Dirceu4ever... sono perfettamente consapevole che il sottolineare una "diversità genetica" tra noi e i campani possa ingenerare il dubbio di una visione razzista da parte mia.

Non era sicuramente questa la mia intenzione: mi premeva solo far comprendere che NOI NON SIAMO NAPOLETANI, nelle tradizioni, nella cultura, nei comportamenti e anche nelle origini.

L'ho detto e lo ripeto, in maniera anche un po' ossessiva, poiché ritengo che questo nostro senso di diversità, nelle nuove generazioni, stia lentamente scomparendo, per far posto ad una sorta di "napoletanizzazione" della cultura e degli atteggiamenti che, mi scuserai, ma mi fa incazzare a morte.

Potrà sembrarti una stronzata, ma sentire in giro ragazzini che scimmiottano i napoletani, nel dialetto e negli atteggiamenti ("'o fra'... 'o fra'... si parea"), mi da' letteralmente il voltastomaco... :?

Come hai giustamente osservato in un tuo post, Napoli è una realtà enorme e tremendamente invasiva e, se non teniamo ben alto il vessillo della nostra specificità, rischia di fagocitarci in una sterminata periferia metropolitana, nella quale Afragola, Nola ed Avellino saranno un'unica conurbazione allegramente punteggiata da discariche di monnezza.... :evil:

Una visione esagerata e caricaturale? Forse, per fortuna abbiamo le montagne che ci separano dall'area vesuviana.

Intanto, per far appassionare i più giovani all'idea di una regione Sannio, ritengo opportuno insegnare loro le diversità con la Campania costiera e ricordare loro (anche in maniera un po' ossessiva) che NOI NON SIAMO NAPOLETANI! :wink:


Aggiungerei che non siamo ne casertani ne salernitani ma SANNITI e fieri di esserlo.

Ben ritrovato longobà :wink:

mar apr 04, 2006 11:03 pm

19Lupobiancoverde86 ha scritto:
Longobardo ha scritto:
LoneWolf ha scritto:Dirceu4ever... sono perfettamente consapevole che il sottolineare una "diversità genetica" tra noi e i campani possa ingenerare il dubbio di una visione razzista da parte mia.

Non era sicuramente questa la mia intenzione: mi premeva solo far comprendere che NOI NON SIAMO NAPOLETANI, nelle tradizioni, nella cultura, nei comportamenti e anche nelle origini.

L'ho detto e lo ripeto, in maniera anche un po' ossessiva, poiché ritengo che questo nostro senso di diversità, nelle nuove generazioni, stia lentamente scomparendo, per far posto ad una sorta di "napoletanizzazione" della cultura e degli atteggiamenti che, mi scuserai, ma mi fa incazzare a morte.

Potrà sembrarti una stronzata, ma sentire in giro ragazzini che scimmiottano i napoletani, nel dialetto e negli atteggiamenti ("'o fra'... 'o fra'... si parea"), mi da' letteralmente il voltastomaco... :?

Come hai giustamente osservato in un tuo post, Napoli è una realtà enorme e tremendamente invasiva e, se non teniamo ben alto il vessillo della nostra specificità, rischia di fagocitarci in una sterminata periferia metropolitana, nella quale Afragola, Nola ed Avellino saranno un'unica conurbazione allegramente punteggiata da discariche di monnezza.... :evil:

Una visione esagerata e caricaturale? Forse, per fortuna abbiamo le montagne che ci separano dall'area vesuviana.

Intanto, per far appassionare i più giovani all'idea di una regione Sannio, ritengo opportuno insegnare loro le diversità con la Campania costiera e ricordare loro (anche in maniera un po' ossessiva) che NOI NON SIAMO NAPOLETANI! :wink:


Aggiungerei che non siamo ne casertani ne salernitani ma SANNITI e fieri di esserlo.

Ben ritrovato longobà :wink:


:D ciao

ven apr 21, 2006 10:19 pm

uuuuuuueeeeeeee "a facimm sta' regione si o no ?

sab apr 22, 2006 1:25 am

Longobardo ha scritto:uuuuuuueeeeeeee "a facimm sta' regione si o no ?


mi hai preceduto...non è che finisce tutto in fumo??

sab apr 22, 2006 7:59 am

FACIMMO UN REFERENDUM

sab apr 22, 2006 11:36 am

quoto caramba per avellino capitale d'Italia^^
cmq sarebbe carina come idea la rifondazione del sannio o la nascita della regione autonoma irpinia^^

sab apr 29, 2006 8:01 pm

Purtroppo è solo utopia..non si farà mai

Si era parlato anche di Molidaunia..con foggia-avellino-campuascio-isernia ..

ven gen 05, 2007 9:41 pm

perchè non continuare questo interessante topic?
consiglierei agli amministratori di spostarlo nelle sezione "Avellino e l'Irpinia"...Grazie :ciao:

sab gen 06, 2007 3:25 am

Bravo... sottoscrivo in pieno! :wink:

dom gen 07, 2007 11:20 pm

Forza vagliù,dove sono longobardo,adelio,Dirceu4ever?
Su su Portiamo avanti le nostre idee :!:
:ciao:

lun gen 08, 2007 5:14 pm

UnSannita ha scritto:Purtroppo è solo utopia..non si farà mai

Si era parlato anche di Molidaunia..con foggia-avellino-campuascio-isernia ..



con foggia no xro....mi sta bene benevento.ma foggia no!!!!!!!!!

lun gen 08, 2007 5:17 pm

mi sono informato da fonte certa, l'antica Sub Ròmulea non è altro che l'attuale Bisaccia.
Saluti[/quote]



carissimo longobardo....hai da dire qualcosa contro BISACCIA???sembri deluso dalla scoperta!!!!1

mar gen 09, 2007 7:41 pm

IRPINIA LIBERA! :ciao:
Rispondi al messaggio