Armin lontano da Loch
Short track amaro per le azzurre
Domina la Germania. Dietro il leader c'è Moeller, poi il carabiniere di Foiana. Eliminata in semifinale la staffetta femminile bronzo a Torino. Bene Rodigari e Confortola
Armin Zoeggeler è terzo dopo le prime due manche del singolo maschile. Il campione di Foiana, che insegue il terzo oro consecutivo ai Giochi, impresa riuscita soltanto al grande Hackl, è preceduto da due tedeschi: l’iridato Felix Loch, primo, e David Moeller.
Sotto il palo dove venerdì si è spenta tragicamente la vita del georgiano Nodar Kumaritashvili c’è un mazzo di fiori, ricordo di un dramma che tuttavia non è servito a fermare lo spettacolo. Nessun tecnico, nessun atleta, men che meno la federazione internazionale nelle ore precedenti la gara hanno pensato anche solo per un momento all’opportunità di uno stop, magari soltanto a un rinvio. Si sono prese, è vero, misure precauzionali, come la partenza abbassata di quasi 200 metri e una barriera più alta in legno lungo la retta d’arrivo, ma sono state semplicemente il prezzo da pagare a una morte inattesa.
Proprio la scelta di far scattare gli uomini dalla partenza riservata alle donne (che invece, come il doppio, partiranno dal via degli juniores) non ha favorito il nostro fuoriclasse. Adesso si inizia su un tratto in piano, dove la spinta di braccia è fondamentale: i tedeschi, per tradizione, sono portentosi nella tecnica di partenza. Inoltre le condizioni climatiche, con neve e umidità, frenano i materiali azzurri ed esaltano quelli degli avversari. Ma non ci sono scuse: Loch ha collezionato due manche perfette, mettendo già una seria ipoteca sull’oro con un parziale di 1’36"570. Armin invece ha commesso qualche sbavatura, qualche piccola correzione di traiettoria che lo ha portato ad accusare oltre quattro decimi dal leader (1’37"002 per l’italiano), un ritardo pesante. Tra i due si è infilato il regolare Moeller in 1’36"852, mentre alle spalle di Zoeggeler, a 0.150, si profila minaccioso il russo Demtschenko. Oggi le due manche finali: Armin ci ha abituato a non mollare mai, ad esaltarsi nelle situazioni estreme e comunque un’altra medaglia, la quinta consecutiva alle Olimpiadi, sarebbe un risultato trionfale. Sempre che Loch, stanotte, non abbia avvertito la pressione di addormentarsi con mezzo titolo olimpico in tasca.
SHORT TRACK — E’ sudcoreano il primo titolo dello short track. Lee Jung-Su domina i 1500, ricevendo il testimone dal connazionale Ahn Hyun-soo, oro a Torino 2006. Per lui anche due record olimpici: 2’12"380 in batteria, 2’10"949 in semifinale. Le festa, però, è incompleta. Gli asiatici, fino all’ultima curva, parevano destinati a una tripletta. Ma Lee Ho-Suk, a pochi metri dal traguardo, si infila dove non dove e insieme a lui cade Sung Si-Bak. Per gli Stati Uniti un doppio regalo: l’argento di Apolo Ohno e il bronzo di J.R. Jelski. Per Ohno è la sesta medaglia della carriera olimpica: ora è l’uomo più decorato nella storia a cinque cerchi della disciplina e l’atleta a stelle e strisce più vincente in quella dei Giochi invernali.
Gli azzurri più attesi si battono al meglio: sia Nicola Rodigari (9° e miglior europeo), sia Yuri Confortola (13°) raggiungono la finale B. In semifinale, a Rodigari, quarto con 2’11"072, non basta il record italiano (precedente 2’11"709; Yuri Confortola; Bormio, 30/1/10) e lo stesso Confortola, terzo, manca l’accesso alla gara per le medaglie per 0"039, un nulla. Delude solo Nicolas Bean che, al primo turno, nei quarti, si fa eliminare rialzandosi (chissà perchè) pochi metri prima dell’arrivo. Una chiara ingenuità. Disco rosso anche per la staffetta di Martina Valcepina, Arianna Fontana, Katia Zini e Cecilia Maffei, chiamata a difendere il bronzo di Torino 2006. In una semifinale già di per sè difficilissima (con promossi solo i primi due di quattro quartetti), ci si mette anche la sfortuna. Al settimo di 27 giri (3000 metri), in una fase di cambio, la Zini, nonostante la tanta esperienza, inciampa da dietro sull’olandese Jorien Ter Mors (certo non pulita nell’azione) e finisce lunga. La gara tricolore, di fatto, termina lì, con Sud Corea e Stati Uniti in finale come da pronostico, insieme a Cina (record olimpico con 4’08"797) e Canada. Solo un po’ meglio va nel primo turno dei 500: la Maffei trova avversarie più forti, la Valcepina cade alla seconda curva e la Fontana salva il bilancio rimanendo in testa dal primo metro. Anche qui cade il record olimpico: ora porta la firma della cinese Wang Meng con 43"926. Mercoledì le medaglie.
BIATHLON — Con la 7,5 km sprint femminile di biathlon si è aperto oggi il programma del fondo. L'oro è andato alla slovacca Anastazia Kuzmina; 38/a l'italiana Katia Haller.
MOGULS — Buon piazzamento per Deborah Scanzio nel freestyle. L'Italiana si è qualificata per la finale ed ha chiuso al decimo posto nella notte che consegna l'oro alla statunitense Hanna Kearney.
fonte Gazzetta.it