Zdenek Zeman: Moggi? Dirà che non è successo niente
Inviato: lun mag 15, 2006 11:43 pm
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''Si andra' a difendere e dira' che non e' successo niente. Io penso che quello che e' successo basta e avanza. Non e' lui che smette, devono essere gli altri a impedirgli di fare calcio''. Zdenek Zeman non e' affatto sorpreso dal terremoto che ha travolto il mondo del calcio: nel giorno dell'interrogatorio di Luciano Moggi davanti ai pm di Napoli e ai Carabinieri del nucleo operativo di Roma, il tecnico boemo ai microfoni di Radio Centro Suono Sport e' convinto che l'ex dg della Juventus respingera' ogni accusa. ''Io non mi sorprendo - spiega Zeman commentando l'intero caos del pallone - oggi la situazione e' gravissima e se si vuole approfittare della situazione per cambiare, ma la domanda e' se si vuole cambiare. Perche' non e' tanto cambiare le regole che ci sono, ma bisogna farle rispettare''. Ed e' proprio sulla voglia di cambiare che Zeman insiste: ''A me dispiace per la gente, ci sono milioni di persone che ci credevano e che sono appassionati, che invece sono stati sempre imbrogliati. Non so se c'e' la volonta' di cambiare, visto che tutte le parti sono colluse con questo sistema, e che sono contenti perche' gli conveniva cosi'. Io ho sempre detto che il sistema non e' giusto, che si sono persi tutti i valori e dalle intercettazioni che sono uscite finora c'e' una conferma del mio pensiero e della mia voglia di cambiare. Non credo oggi ci sia volonta' di cambiare: oggi come oggi nessuno e' colpevole, tutti hanno fatto il loro dovere. Invece dalle intercettazioni sembra il contrario. Oggi nessuno c'entra niente, non capisco''. Una volta alla Domenica Sportiva Zeman disse che il sistema doveva cambiare e Lippi rispose che si doveva stare zitti. ''Io ripeterei la stessa cosa - dice - ma non so se lui direbbe la stessa cosa''. Zeman ct della nazionale? ''E' un onore per tutti, ma penso di non essere il piu' adatto, ci sono altri bravi e penso che ora bisogna affrontare la situazione''. Zeman continua a credere che il calcio possa essere solo uno sport: ''Io ero leale e dicevo la verita' e prendevo le multe perche' ero leale. Ma la cosa importante e' ridare al calcio valori, verita' e che si faccia calcio come sport. Mi hanno sempre detto che le mie sono utopie e invece penso sia possibile''. Zeman parla anche dello scudetto, il 29/o vinto ieri dalla Juve. ''C'e' qualcuno che gioisce ancora che ha vinto, a me piace vincere in un altro modo''. Zeman ribadisce che gli piacerebbe vedere Rivera in Figc (''Per me era un idolo''). Chiude con un pensiero su Totti, che in questi giorni ha detto chiaramente cosa pensava dello scandalo emerso. ''Totti dice quello che pensa - dice Zeman - e se la pensa cosi' vuol dire che ha capito cos'e' il calcio. A lui e' sempre piaciuto giocare e gli dispiace che non si rispettano le cose che per lui sono giuste''.
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''Si andra' a difendere e dira' che non e' successo niente. Io penso che quello che e' successo basta e avanza. Non e' lui che smette, devono essere gli altri a impedirgli di fare calcio''. Zdenek Zeman non e' affatto sorpreso dal terremoto che ha travolto il mondo del calcio: nel giorno dell'interrogatorio di Luciano Moggi davanti ai pm di Napoli e ai Carabinieri del nucleo operativo di Roma, il tecnico boemo ai microfoni di Radio Centro Suono Sport e' convinto che l'ex dg della Juventus respingera' ogni accusa. ''Io non mi sorprendo - spiega Zeman commentando l'intero caos del pallone - oggi la situazione e' gravissima e se si vuole approfittare della situazione per cambiare, ma la domanda e' se si vuole cambiare. Perche' non e' tanto cambiare le regole che ci sono, ma bisogna farle rispettare''. Ed e' proprio sulla voglia di cambiare che Zeman insiste: ''A me dispiace per la gente, ci sono milioni di persone che ci credevano e che sono appassionati, che invece sono stati sempre imbrogliati. Non so se c'e' la volonta' di cambiare, visto che tutte le parti sono colluse con questo sistema, e che sono contenti perche' gli conveniva cosi'. Io ho sempre detto che il sistema non e' giusto, che si sono persi tutti i valori e dalle intercettazioni che sono uscite finora c'e' una conferma del mio pensiero e della mia voglia di cambiare. Non credo oggi ci sia volonta' di cambiare: oggi come oggi nessuno e' colpevole, tutti hanno fatto il loro dovere. Invece dalle intercettazioni sembra il contrario. Oggi nessuno c'entra niente, non capisco''. Una volta alla Domenica Sportiva Zeman disse che il sistema doveva cambiare e Lippi rispose che si doveva stare zitti. ''Io ripeterei la stessa cosa - dice - ma non so se lui direbbe la stessa cosa''. Zeman ct della nazionale? ''E' un onore per tutti, ma penso di non essere il piu' adatto, ci sono altri bravi e penso che ora bisogna affrontare la situazione''. Zeman continua a credere che il calcio possa essere solo uno sport: ''Io ero leale e dicevo la verita' e prendevo le multe perche' ero leale. Ma la cosa importante e' ridare al calcio valori, verita' e che si faccia calcio come sport. Mi hanno sempre detto che le mie sono utopie e invece penso sia possibile''. Zeman parla anche dello scudetto, il 29/o vinto ieri dalla Juve. ''C'e' qualcuno che gioisce ancora che ha vinto, a me piace vincere in un altro modo''. Zeman ribadisce che gli piacerebbe vedere Rivera in Figc (''Per me era un idolo''). Chiude con un pensiero su Totti, che in questi giorni ha detto chiaramente cosa pensava dello scandalo emerso. ''Totti dice quello che pensa - dice Zeman - e se la pensa cosi' vuol dire che ha capito cos'e' il calcio. A lui e' sempre piaciuto giocare e gli dispiace che non si rispettano le cose che per lui sono giuste''.