Cassano show...
Inviato: gio nov 13, 2008 5:20 pm
"Libero" pubblica le anticipazioni del libro in cui il fantasista si confessa
Antonio Cassano, sia chiaro, non ama i giri di parole. «Se quel Bari-Inter non ci fosse stato sarei diventato un rapinatore, o uno scippatore, comunque un delinquente. Molte persone che conosco sono state arruolate dai clan. Quella partita e il mio talento mi hanno portato via dalla prospettiva di una vita di m...a». Bari-Inter del 18 dicembre 1999 gli ha cambiato la vita. Antò il pazzo lo sa bene, che scemo non è. Lo scrive nel suo “Dico Tutto”, pepata biografia compilata con il bravo giornalista di Sky, Pierluigi Pardo, e in uscita il 19 novembre (edizioni Rizzoli). Antò e la sua vita: roba grossa. E se il Pibe di Bari dice "Dico Tutto" stai tranquillo che non mente. È innamorato di Bari Vecchia, Antò, di piazza Ferrarese soprattutto, la sua casa. «Giocavo tra le bancarelle, tutti mi volevano in squadra con loro e scommettevano 10, 15 o 20 mila lire sulla squadra dove giocavo io. Io mica ero trimone, mica ero scemo: volevo il grano io, dovevano darmi la percentuale». E lì, tra le bancarelle, non si scherzava mica: «Spesso c’erano spari, macchine della polizia, ambulanze».
CRIMINALITÀ DIFFUSA - Piazza Ferarese, certo, ma anche tanta miseria: «Ero povero, ma tengo a precisare che nella mia vita non ho mai lavorato. Anche perché non so fare nulla». E poi: «A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario. Me ne mancano ancora 8, prima di pareggiare». Non fa una grinza, converrete. In compenso, il piccolo Antonio era un fenomeno a scuola: «Avevo due in tutte le materie. Un risultato straordinario, ottenuto grazie a un impegno costante (...) Sono stato bocciato sei volte, tra elementari e medie». Ottimo il rapporto con le professoresse: «Al Carducci c’era la Sarcina. Era veramente bona (...) A volte andavo in bagno e mi capitava di pensare a lei molto intensamente. Non c’è bisogno di aggiungere altro». Antonio cresce e si appassiona alle 4 ruote. «Il primo amore è stata una Golf che mi regalò Matarrese dopo Bari-Inter. Una promessa mantenuta dal presidente, strano (...) Gratis la macchina, per la patente invece ho dovuto spendere qualcosa, non molto, diciamo che mi hanno fatto un buon prezzo (...) Quando avevo 17 anni nel giro di pochi mesi mi hanno sequestrato due moto 125 cc. e tre macchine.
GLI EX TECNICI - Cassano riconosce che se è ricco lo deve a Fascetti «l'unico allenatore con cui non ho mai scazzato». Per gli altri tecnici ha parole di fuoco: «Gentile lo detestavo». A Spalletti ha detto: «Mica stai allenando quelle schiappe che avevi all'Udinese, questa è mica casa tua, è casa mia». Con Capello il rapporto è di amore-odio: «A Tarragona mi fa scaldare per tutto il secondo tempo con Ronaldo. Nello spogliatoio gli dico "sei un uomo di m...., sei più falso dei soldi del monopoli"». Su Del Neri: «Non si capiva un c.... di quello che dice ed è un po' ambiguo». Antò non risparmia qualche suo collega: «Batistuta aveva la puzza sotto il naso». A proposito dell'ex amico Francesco Totti, rivela che le liti cominciarono quando andarono ospiti insieme da Maria De Filippi e lui si prese l'80% del compenso.
CIBO E SESSO, CHE PASSIONI - Ma è con cibo e sesso che Cassano non scheza. Parla delle sue storie importanti («Quattro fidanzate in 11 anni sono poche») e del resto («In compenso ho avuto qualche altra avventura. Diciamo tra 600 e 700 donne, una ventina delle quali appartengono al mondo dello spettacolo»). E poi: «Non ho mai fatto cilecca, a meno che per cilecca non si attenda appunto essere veloci e un po' egoisti. Spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto sesso. Andatevi a vedere Roma-Juve 4-0. Avevo fatto le sei la domenica mattina, con una delle tante amiche che avevo in quel periodo. A Madrid era ancora più facile, perché eravamo in albergo, tutti sullo stesso piano, così sopra e sotto potevi invitare chi volevi e raggiungerla nel cuore della notte. Avevo un cameriere amico. Il suo compito era portarmi 3 o 4 cornetti dopo aver trombato. Portava i cornetti sulla scala, io accompagnavo quella là e facevamo lo scambio: lui prendeva la tipa, io mi sfondavo di cornetti. Sesso più cibo, la notte perfetta».
Antonio Cassano, sia chiaro, non ama i giri di parole. «Se quel Bari-Inter non ci fosse stato sarei diventato un rapinatore, o uno scippatore, comunque un delinquente. Molte persone che conosco sono state arruolate dai clan. Quella partita e il mio talento mi hanno portato via dalla prospettiva di una vita di m...a». Bari-Inter del 18 dicembre 1999 gli ha cambiato la vita. Antò il pazzo lo sa bene, che scemo non è. Lo scrive nel suo “Dico Tutto”, pepata biografia compilata con il bravo giornalista di Sky, Pierluigi Pardo, e in uscita il 19 novembre (edizioni Rizzoli). Antò e la sua vita: roba grossa. E se il Pibe di Bari dice "Dico Tutto" stai tranquillo che non mente. È innamorato di Bari Vecchia, Antò, di piazza Ferrarese soprattutto, la sua casa. «Giocavo tra le bancarelle, tutti mi volevano in squadra con loro e scommettevano 10, 15 o 20 mila lire sulla squadra dove giocavo io. Io mica ero trimone, mica ero scemo: volevo il grano io, dovevano darmi la percentuale». E lì, tra le bancarelle, non si scherzava mica: «Spesso c’erano spari, macchine della polizia, ambulanze».
CRIMINALITÀ DIFFUSA - Piazza Ferarese, certo, ma anche tanta miseria: «Ero povero, ma tengo a precisare che nella mia vita non ho mai lavorato. Anche perché non so fare nulla». E poi: «A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario. Me ne mancano ancora 8, prima di pareggiare». Non fa una grinza, converrete. In compenso, il piccolo Antonio era un fenomeno a scuola: «Avevo due in tutte le materie. Un risultato straordinario, ottenuto grazie a un impegno costante (...) Sono stato bocciato sei volte, tra elementari e medie». Ottimo il rapporto con le professoresse: «Al Carducci c’era la Sarcina. Era veramente bona (...) A volte andavo in bagno e mi capitava di pensare a lei molto intensamente. Non c’è bisogno di aggiungere altro». Antonio cresce e si appassiona alle 4 ruote. «Il primo amore è stata una Golf che mi regalò Matarrese dopo Bari-Inter. Una promessa mantenuta dal presidente, strano (...) Gratis la macchina, per la patente invece ho dovuto spendere qualcosa, non molto, diciamo che mi hanno fatto un buon prezzo (...) Quando avevo 17 anni nel giro di pochi mesi mi hanno sequestrato due moto 125 cc. e tre macchine.
GLI EX TECNICI - Cassano riconosce che se è ricco lo deve a Fascetti «l'unico allenatore con cui non ho mai scazzato». Per gli altri tecnici ha parole di fuoco: «Gentile lo detestavo». A Spalletti ha detto: «Mica stai allenando quelle schiappe che avevi all'Udinese, questa è mica casa tua, è casa mia». Con Capello il rapporto è di amore-odio: «A Tarragona mi fa scaldare per tutto il secondo tempo con Ronaldo. Nello spogliatoio gli dico "sei un uomo di m...., sei più falso dei soldi del monopoli"». Su Del Neri: «Non si capiva un c.... di quello che dice ed è un po' ambiguo». Antò non risparmia qualche suo collega: «Batistuta aveva la puzza sotto il naso». A proposito dell'ex amico Francesco Totti, rivela che le liti cominciarono quando andarono ospiti insieme da Maria De Filippi e lui si prese l'80% del compenso.
CIBO E SESSO, CHE PASSIONI - Ma è con cibo e sesso che Cassano non scheza. Parla delle sue storie importanti («Quattro fidanzate in 11 anni sono poche») e del resto («In compenso ho avuto qualche altra avventura. Diciamo tra 600 e 700 donne, una ventina delle quali appartengono al mondo dello spettacolo»). E poi: «Non ho mai fatto cilecca, a meno che per cilecca non si attenda appunto essere veloci e un po' egoisti. Spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto sesso. Andatevi a vedere Roma-Juve 4-0. Avevo fatto le sei la domenica mattina, con una delle tante amiche che avevo in quel periodo. A Madrid era ancora più facile, perché eravamo in albergo, tutti sullo stesso piano, così sopra e sotto potevi invitare chi volevi e raggiungerla nel cuore della notte. Avevo un cameriere amico. Il suo compito era portarmi 3 o 4 cornetti dopo aver trombato. Portava i cornetti sulla scala, io accompagnavo quella là e facevamo lo scambio: lui prendeva la tipa, io mi sfondavo di cornetti. Sesso più cibo, la notte perfetta».

