Muro Rangers, Viola a seccoFinisce 0-0 l'andata delle semifinali di Uefa: ad Ibrox Park la Fiorentina parte meglio e crea occasioni con Mutu e Jorgensen. Nella ripresa padroni di casa più coraggiosi, ma Frey non fa una parata. Risultato congeniale agli scozzesi
Con dei Ranger così malmessi, l'orso Yoghi avrebbe portato a casa un cestello della merenda bello grosso. La Fiorentina torna invece con un bottino molto più piccolo: quello 0-0 che lascia aperta agli scozzesi la possibilità , oltre che della vittoria, del pareggio con gol. Esattamente quello che il tecnico Smith si augurava.
SCACCHI - L'inizio è una partita a scacchi in cui entrambe le squadre fanno mosse d'aspetto, in attesa che l'avversario si scopra. Non è solo la Fiorentina a mantenere una certa accortezza: anche i Rangers, per ordine del tecnico Smith, devono evitare di concedere il gol in trasferta, per poi provare a farlo loro a Firenze. Nei primi 10', così, si vede solo qualche buon break della Fiorentina, complici i piedi non impeccabili dei sostituti dei numerosi scozzesi assenti. Al 12' il primo tiro in porta, ad opera di Mutu, facile per Alexander, che poco dopo deve anche uscire su un'incursione di Pazzini, lanciato sul filo del fuorigioco. Risposta dei "Gers" al 15' con un'azione personale di Darcheville, che parte da metà campo sulla sinistra e arriva a pochi passi da Frey senza che nessuno riesca a intervenire: il tiro è però smorzato e facile per il portiere viola. Al 18' c'è un delizioso assist di Kuzmanovic che però serve Whittaker: la conclusione fortunatamente è fuori bersaglio. Nello specchio è invece quella di Jorgensen, che al 24' converge bene da destra, ma la conclusione è centrale. Via via la partita prende un po' quota e iniziano le mosse tattiche: i viola cercano di raddoppiare su Darcheville, che quando punta la porta fa sempre paura; Smith sposta Novo al centro per disturbare Liverani, metronomo viola. La Fiorentina sembra comunque in grado di controllare la gara, cercando anche la porta da lontano, attraverso i cross di Jorgensen, Kuzmanovic e Montolivo e anche con combinazioni nello stretto tra i vari Pazzini, Mutu e Santana. E' quest'ultimo, in particolare, a essere smarcato dal romeno al 40' e a ritrovarsi a tu per tu con Alexander, che si salva in uscita. Da lì il ritmo rallenta nuovamente, e i viola vanno al riposo con un tranquillo 0-0, dando anzi l'impressione di poter osare qualcosa in più.
LA RIPRESA - Si riparte con i viola a cercare di tenere palla e gli scozzesi a cercare la ripartenza giusta. Che a momenti riesce al 4', quando Novo è lanciato bene a centro area e Frey deve uscire su di lui. Ancora Novo prova a soprendere il portiere francese che è fuori dai pali, ma il tiro è alto. E ancora, c'è un'azione insistita scozzese che mette in difficoltà la difesa viola e in visibilio lo stadio di Ibrox, ma l'"infortunato" Ujfalusi è un autentico gigante. Smith però vuole osare, e pur di avere uomini freschi rinuncia ai suoi due giocatori più pericolosi, Darcheville e Novo, per inserire Cousin e Buffel. I risultati però tardano a vedersi, anzi il tasso tecnico scozzese cala ancora e si vedono errori grossolani. Così torna l'impressione che con un po' più di cattiveria là davanti si potrebbe fare il colpo: ma l'esperto capitano Weir ha quasi sempre buon gioco su Pazzini, e Mutu e Santana alla distanza si sono un po' defilati. Il romeno si fa rivedere al 30' con una punizione dalla distanza che impegna Alexander, ma si rivedono dalle parti di Frey. Così Prandelli prova a giocare la carta Vieri, ma è troppo tardi, e i viola chiudono senza passivo, ma dando l'impressione dell'occasione sprecata.
Il Bayern stecca senza ToniI bavaresi pareggiano in casa 1-1 contro lo Zenit San Pietroburgo nella semifinale di coppa Uefa. Gol di Ribery, che si fa parare un rigore, ma poi segna sulla respinta al 18', e autorete di Lucio al 15' della ripresa. I russi hanno sfiorato il colpaccio nel finale
Senza Toni, squalificato, il Bayern non va. Pareggia 1-1 in casa, un pericoloso passo falso, nell'andata della semifinale di coppa Uefa, contro il semisconosciuto Zenit San Pietroburgo.
CONFRONTO INEDITO - Hitzfeld, senza il suo bomber principe, almeno recupera l'acciaccato Klose, al cui fianco in avanti schiera l'opaco Podolski. Il Bayern vuole il Grande Slam, termine tennistico che di solito nel calcio porta male anche solo a pronunciarlo. Ma i tedeschi hanno già vinto la Supercoppa, la coppa di Germania, e ipotecato il campionato, in cui hanno 10 punti di vantaggio sul Werder Brema. E in coppa Uefa sono a un passo dalla finale. In più di fronte non hanno il Real Madrid, ma lo Zenit. La tavola sembra apparecchiata per un'abbuffata di gol e di gloria, ma non sarà così. Perchè i russi del club della città del presidente Putin, che hanno già bloccato il Norimberga ed eliminato il Bayer Leverkusen in questo coppa Uefa, si dimostreranno un osso duro. Oltre ogni previsione.
RIBERY GOL - Il Bayern passa in vantaggio al 18'. Grazie ad un rigore concesso dall'arbitro Michel per un fallo evidente di Ricksen su Zè Roberto. Sul dischetto Ribery. Che si fa intercettare il rigore da Malafeev, ma di sinistro non sbaglia il tap in sulla corta respinta: 1-0.
BAYERN AGGRESSIVO - I bavaresi fanno la partita, prima e dopo il vantaggio, accumulando angoli e conclusioni dalla distanza. Ma non è una partita a senso unico. L'assenza di Toni si fa sentire, e le occasioni da rete latitano. Lo Zenit poi dimostra che la sua presenza in semifinale non è dettata dal caso. Zè Roberto sfiora il raddoppio, ma i russi si fanno pericolosi in contropiede con Denisov e in mischia nel recupero del primo tempo. All'intervallo è 1-0. Vantaggio di misura che fotografa i primi 45'.
AUTORETE LUCIO - Inizio di ripresa scoppiettante. Con continui roveciamenti di fronte. Schweinsteiger a tirare in porta ci mette meno di quanto serve per leggerne il cognome, replica una ripartenza di Fayzullin, che mette di poco a lato. Poi arriva, al 15' l'autorete sfortunata di Lucio, che supera Kahn deviando nella propria porta un cross teso dalla sinistra. 1-1.
KAHN K.O. - Al 21' Kahn, infortunato, deve lasciare la porta a Rensing. La grande occasione per il 2-1 se la crea Lucio, ora sempre in avanti, in cerca di riscatto, ma Malafeev scatta come una molla e mette sopra la traversa. Lo Zenit, campione di Russia, e per la prima volta, nel 2007, tiene. Il tecnico olandese Advocaat sfrutta la potenza e le geometrie del nazionale ucraino Tymoschuk a centrocampo, e in avanti, più che allo strapotere fisico di Pogrebnyak, già otto reti in coppa, secondo solo a Toni, si affida a Fayzullin, che al 37' sfiora il clamoroso vantaggio: la sua conclusione palla sotto le gambe di Rensing ed è respinta sulla linea di porta. Clamoroso spavento per i bavaresi. Che si gettano all'arrembaggio, ma lasciano spazi enormi al contropiede ospite: Arshavin va vicino al 2-1 a 1' dalla fine con una conclusione dalla distanza. Poi Podolski, di destro, il piede sbagliato, colpisce il palo esterno mettendo fuori quasi un rigore in movimento, solo a centroarea. Stavolta al Bayern non riesce l'impresa in extremis, come contro il Getafe. Finisce 1-1. Il 1° maggio a San Pietroburgo il Bayern dovrà mostrare le unghie per conquistare la finale, magari con la Fiorentina. Un motivo di ottimismo c'è: rientrerà Toni.