ven ago 05, 2011 1:32 pm
sololupo1912 ha scritto:Pensare che dovranno passare una tra:
Wisla -Apoel
Maccabi - Genk
Bate - Sturm Graz
n pò mi lascai basito....però se le regole so quelle
ven ago 05, 2011 2:09 pm
ven ago 05, 2011 2:09 pm
ven ago 05, 2011 3:16 pm
sab ago 06, 2011 7:27 pm
mar ago 16, 2011 10:53 pm
mar ago 16, 2011 10:55 pm
Udinese bella e sprecona
E Walcott la punisce: 1-0
MILANO, 16 agosto 2011
Vittoria di misura per l'Arsenal nell'andata del preliminare di Champions: i friulani giocano un'ottima partita dopo un brutto quarto d'ora, ma falliscono almeno tre occasioni. Ritorno mercoledì 24 a Udine
Udinese, che rabbia. La sconfitta per 1-0 sul campo dell'Arsenal è un brutto risultato. Difficile da ribaltare al ritorno, anche se non impossibile. E che lascia un bel po' di amaro in bocca a Guidolin. Che vede i suoi tenere il campo, giocarsela alla pari dopo un pessimo avvio e mangiarsi un paio di gol clamorosi. Verdetto ingiusto, anche se nel finale Handanovic leva dalla porta il 2-0 di Walcott. Che avrebbe di fatto chiuso i conti.
AVVIO SUI BLOCCHI — I ragazzi dell'Udinese restano decisamente fermi al via. Ekstrand si prende un giallo dopo 2', con un Arsenal che cerca sistematicamente di innescare Gervinho e Walcott sugli esterni. Il gol arriva al 4' proprio da destra: Ramsey va via, nessuno lo attacca e il gallese può metterla comodamente in mezzo per Walcott, che da due passi non sbaglia. Tutto troppo facile. L'Udinese accusa. E l'Arsenal, che è squadra che conosce certi palcoscenici, prova ad azzannarla. I problemi arrivano coi tagli deigli esterni e con gli inserimenti dei centrocampisti, Song e Ramsey su tutti. Gervinho da due passi si divora il 2-0. Il brasiliano Neuton a sinistra passa un brutto quarto d'ora. Ma poi si rinfrancherà. Come Ekstrand. Come tutta l'Udinese.
FIDUCIA — Che capisce presto che quest'Arsenal è una squadra battibile. Con una difesa perforabile. Gibbs e Sagna sono buoni giocatori, ma soprattuto quando spingono. In mezzo Vermaelen, signor stopper, non ha in Koscileny un partner all'altezza. Asamoah spreca un buon contropiede, poi Di Natale trova la traversa con una punizione che fa tremare Szczesny. I friulani fanno gran fatica a produrre gioco: Badu non è un regista e si sente la mancanza di uno alla Inler. Ma Guidolin l'ha preparata proprio così: recupero palla e via in contropiede.
DA MANUALE — E arriva in questo modo l'occasione più calmorosa: Armero va via in campo aperto, si mangia Sagna e Song e dopo una galoppata di 50 metri calcia addosso a Szeczsny. Bisognava fare gol, anche se il colombiano dev'essere arrivato poco lucido al momento del tiro. Si va al riposo con la consapevolezza che l'Arsenal si può buttare fuori. Sì, perchè in un primo tempo comunque sofferto, l'Udinese poteva segnare due gol.
ANCORA DI PIU' — E prende ancora più fiducia. Aiutata anche dal cambio di Rice, che leva Gibbs mandando Vermaelen a sinistra. Così il partner del tremebondo Kosclieny è Djourou, subito prezioso nel chiudere all'ultimo sulla conclusione di Di Natale. In un'altra, nitida occasione. E fanno tre. Senza segnare. Con un Arsenal che affronta la ripresa in netto calo. Walcott e soprattutto Gervinho si affievoliscono, Ramsey e Rosicky la giocano con meno facilità. Per fortuna che Djourou si fa male e col baby Jenkinson Wenger può riportare in mezzo Vermaelen. Ma i Gunners non creano più nulla fino al 90'. Il finale è più equilibrato: il baby Frimpong dà sostanza in mezzo al campo e l'Arsenal riprende un po' quota. Resta il fatto che Handanovic fa lo spettatore fin quando Walcott non lo stuzzica al 90'. E lo sloveno mostra di essere un grande portiere.
gazzetta.it
mar ago 16, 2011 10:57 pm
mar ago 16, 2011 10:57 pm
mer ago 17, 2011 9:05 am
mer ago 17, 2011 12:17 pm
gio ago 18, 2011 12:11 am
gio ago 18, 2011 12:12 am
ven ago 19, 2011 12:11 am
Roma punita da Dobrotka Allo Slovan il primo round
Bratislava (Slovacchia), 18 agosto 2011
A Bratislava giallorossi sconfitti 1-0 nell'andata del preliminare di Europa League. Luis Enrique parte con una formazione sperimentale, lasciando fuori Totti, Borriello e Heinze. Possesso di palla e gioco piacevole nel primo tempo; calo fisico nella ripresa ma c'è anche un palo di Caprari.
Peccato Roma, ma non tutto è perso. Arrivederci Slovan: l'appuntamento è per il 25 agosto allo stadio Olimpico per gara due, quando si deciderà il passaggio al gironcino di Europa League. Una Roma (a tratti) bella, ma incompiuta, torna a casa sconfitta da Bratislava dopo il primo round del preliminare di Europa League. Decide all'80' Dobrotka. La prima Roma di Luis Enrique si presenta, così, tra luci ed ombre: positiva l'idea tattica, buono il possesso di palla, pollice verso per l'attacco e per una difesa non impeccabile.
fuori totti — Pronti, via: e Totti finisce in panchina. Luis Enrique ha subito voglia di stupire, e presenta per la prima ufficiale della stagione una Roma sperimentale. A sorpresa, nell'undici di partenza, non ci sono Totti (a causa di un prolema muscolare), Perrotta, Borriello ed Heinze (per scelta tecnica). E allora, sulla lavagna tattica, la prima Roma di Luis Enrique si disegna con un 4-3-3, con tanti volti nuovi. Tra i pali c'è Stekelenburg, all'esordio; linea difensiva a quattro con José Angel, Cassetti, Burdisso e Cicinho. A centrocampo Brighi e Viviani insieme alla novità Simplicio. Il tridente è inedito: Bojan, Okaka e Caprari. Il tecnico spagnolo azzarda in una partita difficile, complicata, che potrebbe dare un verso alla stagione.
tic e tac: e' la nuova era — La notte di Bratislava è l'alba di una nuova era. Accade, così, tutto in un giorno, come se vi fosse stato un copione già scritto da qualche parte per rendere questa notte più gustosa e accattivante. Un intreccio di coincidenze che vanno dagli assetti societari, con la Roma che diventa ufficialmente di proprietà degli americani e con Thomas Dibenedetto nuovo presidente, per finire ai volti nuovi (è la prima di Luis Enrique in panchina in una gara ufficiale) e alla presentazione di un nuova filosofia barra idea, srotolata peraltro in un contesto europeo. Tra l'altro, la nuova Roma alla spagnola non dispiace affatto (almeno nel primo tempo): nonostante le tante assenze, il gioco giallorosso è gradevole (fluida la manovra con un lucido Viviani in regia) e nei primi 45' i ragazzi di Luis Enrique sono padroni del campo, con l'ostico Bratislava in bambola. Il lavoro tattico si vede, le idee ci sono, meno gli spunti (magari arriverano con Totti, Lamela, e qualche nuovo attaccante), e certo la squadra avrà bisogno di maggiore velocità (ma questa arriverà durante la stagione). Ma le premesse ci sono tutte: e se Caprari avesse mira (al 7') e freddezza (al 20'), magari la Roma potrebbe ritrovarsi subito avanti di almeno un paio di gol. Per non parlare di Okaka che (è il 30') si divora un gol già fatto. Così tic e tac, e al 45' la Roma è sullo 0-0. Di rimpianti, ma anche confortante.
palo caprari — Il bel primo tempo, la Roma lo paga in avvio di ripresa, quando il calo fisico è evidente ed il fluido possesso di palla diventa il ricordo dei primi 45'. Il Bratislava, dal canto suo, si limita al compitino: tiene botta, prova a colpire in contropiede, ma è la Roma ad avere una buona occasione in avvio di ripresa, all'11', con Burdisso. Le sostituzioni, poi, diventano il bivio obbligato del match: al 20' va dentro Perrotta (al posto di Brighi), e quasi in automatico sale l'intensità - e la qualità - del gioco giallorosso, fino al palo colpito al 23' da Caprari. Intanto i cambi non sono finiti, e dopo 27' della ripresa Luis Enrique si gioca anche la carta Francesco Totti (per Caprari), e al 31' lancia nella mischia anche Borriello (fuori Okaka). Ma la serata giallorossa diventa storta nel finale. Lo Slovan prende coraggio sul fiato corto dei ragazzi di Luis Enrique, e Dobrotka sale più in alto di tutti su una palla che piove in area da calcio d'angolo: è il gol che punisce una bella Roma. Poi la reazione è più rabbiosa che producente: impalpabile. Se ne riparlerà, dunque, il 25. Arrivederci Slovan, all'Olimpico: questa Roma ha le carte in regola per staccare il pass qualificazione.
ven ago 19, 2011 12:13 am
Doppio Cissé, la Lazio ne fa 6
L'Europa League è una certezza
ROMA, 18 agosto 2011
I biancocelesti travolgono 6-0 i modestissimi macedoni del Rabotnicki Skopje. Partita senza storia: in evidenza il francese e Mauri, a segno con Hernanes, Rocchi e Klose. Zarate in tribuna
Tutto facile per una Lazio già molto brillante nell'andata del playoff di Europa League contro il Rabotnicki Skopje, squadra macedone che nella nostra serie B navigherebbe in zona play-out. E ci perdonino i tifosi dell'AlbinoLeffe. Finisce 6-0 e il risultato sta addirittura stretto agli uomini di Reja. Diventa difficile un'analisi della partita quando la differenza in campo è così evidente.
LACUNA COLMATA — Di sicuro la mancanza principale della scorsa stagione, la mancanza di una prima punta da almeno 15 gol, è stata colmata alla grande sul mercato. Klose è Cissé sono due giocatori veri. Il tedesco è la classica prima punta: i suoi movimenti senza palla sono da manuale. Ha senso del gol, sa far salire la squadra, è perfetto come sponda. In più conosce il calcio ai massimi livelli per averlo praticato col Bayern e la nazionale tedesca. Gran colpo a parametro zero. Non è da meno Cissé, che ne segna due ai modesti macedoni e dimostra di poter essere utile anche partendo da sinistra. Tra l'altro è molto più disposto al dialogo coi compagni rispetto al solista Zarate, spedito in tribuna e pronto alla cessione. Casomai sarà da valutare il suo apporto in fase di ripiegamento contro avversari veri.
NON C'E' STORIA — Il Rabotnicki ne mette 9 dietro alla linea della palla e prova a rinviare la resa finche può. Ci sono occasioni per Brocchi, Ledesma e Mauri. Poi è proprio l'ex Modena, che anche quest'anno sarà un giocatore chiave per la sua intelligenza nel muoversi tra le linee con e senza palla, a servire a Hernanes l'assist dell'1-0. Bella la conclusione del brasiliano a fil di palo. Raddoppia Mauri, che prima si vede annullare un 2-0 regolare, poi è pronto sull'assist di Klose. Nella ripresa, un vero tiro a segno, c'è gloria anche per Djibril Cissé, che segna di destro e con un gran colpo di testa su cross del nuovo entrato Matuzalem. Nel finale in evidenza anche Tommaso Rocchi, che va in gol grazie a una deviazione e serve a Klose il primo centro ufficiale in maglia biancoceleste. La settimana prossima il ritorno in Macedonia sarà una gita in compagnia. Poi ci sarà modo e tempo di valutare la difesa, mai sottopressione e forse migliorabile, specie sugli esterni dopo la cessione di Lichtsteiner alla Juve.
IL TABELLINO — LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Scaloni, Biava, Dias, Radu; Brocchi (18' st Matuzalem), Ledesma; Mauri (27' st Lulic), Hernanes, Cissè (40' st Rocchi); Klose. (Bizzarri, Diakitè, Cana, Kozak). All. Reja.
RABOTNICKI (4-3-3): Dimitrievski; Todorovski, Najdoski, Lazarevski, Petrovic; Muarem (33' st Gligorov), Vujcic, D.Velkovski (40' st Petkovski); Micevski (43' pt Nastevski), Manevski, K.Velkovski. (Siskovski; Avramovski, Skenderovic, Trajkovski). All. Petreski
ARBITRO: Karasev (Russia)
RETI: 20' pt Hernanes, 39' pt Mauri, 6' e 20' Cissè, 42' Rocchi, 44' st Klose.
NOTE: Serata calda, terreno in buone condizioni. Spettatori: 30.000 circa. Ammoniti: Najdoski e Velkoski (R), Angoli 6-0 per la Lazio. Recupero: 1' pt, 0'st.
gazzetta.it
ven ago 19, 2011 12:20 am
sab ago 20, 2011 4:48 pm
mister x ha scritto:ottima udinese![]()
mer ago 24, 2011 1:02 am
Pirata_pie ha scritto:Seconda giornata dei Play Off di Champions League
Wisla Cracovia 1 - 0 APOEL Nicosia
Maccabi Haifa 2 - 1 Racing Genk
Dinamo Zagreb 4 - 1 Malmo FF
OB 1 - 0 Villarreal
Bayern Monaco 2 - 0 Zurigo
mer ago 24, 2011 11:18 pm
mer ago 24, 2011 11:19 pm
Udinese, l'illusione dura un tempo
L'Arsenal vince e va in Champions
UDINE, 24 agosto 2011
Finisce 2-1 per gli inglesi al'Arsenal: Di Natale rimette le cose a posto nel primo tempo, ma poi nella ripresa sbaglia il rigore del possibile 2-1 dopo il pari di Van Persie. Chiude i conti Walcott
Passa la squadra con più qualità: l'Arsenal vince 2-1 in Friuli e va nell'urna che giovedì a Montecarlo sorteggerà i gironi di Champions. L'Udinese esce a testa altissima, penalizzata dai limiti di una rosa indebolita e da certi episodi. Di fronte a una squadra più forte, non si possono sbagliare gol come quelli dell'andata e addirittura il rigore del possibile 2-1 subito dopo il gol del pari inglese, che avrebbe rimesso in discussione tutto.
FORMULA — Vedere, con tutto il rispetto, squadre come Genk e Apoel Nicosia alla fase ai gironi e l'Udinese fuori fa male. Lascia perplessi il criterio Uefa per il sorteggio del preliminare, in cui una vincitrice di un campionato pesca una vincitrice e una piazzata una piazzata. Forse c'è qualcosa da cambiare.
SCELTE — Guidolin sceglie la squadra di Londra, con un Badu in ascesa accanto ad Asamoah in mezzo e i terzini Ekstrand e Neuton, un po' a disagio di fronte alla velocità e agli uno contro uno di Walcott e Gervinho. Wenger, che ritrova solo Van Persie rispetto a martedì scorso e perde Gibbs, sposta Sagna a sinistra per far spazio al timido Jenkinson. La scelta iniziale di Frimpong, più difensivo di Rosicky a centrocampo, è figlia del risultato dell'andata. Infatti il ceco entrerà subito nella ripresa.
COM'E ALL'ANDATA — L'inizio è, esattamente come all'Emirates, tutto dell'Arsenal. In 2' Gervinho e Walcott stuzzicano Handanovic, bravo soprattutto sul destro dell'inglese. L'Udinese è timida. Di Natale è isolato. Gli inglesi fraseggiano bene, con personalità. Del resto da centrocampo in su hanno qualità, seppur parecchio indeboliti rispetto agli ultimi anni. La prima scossa arriva da un gol segnato in fuorigioco da Di Natale, una gran girata al volo al 10'. La squadra di Guidolin comincia a conquistare palla e a ripartire. Le valvole di sfogo sono gli esterni Isla ed Armero con la loro velocità
20' BELLISSIMI — La prima clamorosa palla gol per l'Udinese arriva con la palla recuperata da Badu che innesca Isla. Il cileno pesca il taglio sul primo palo di Di Natale che trova solo il legno. E' il primo squillo di uno spicchio di partita entusiasmante, con le ali che da una parte e dall'altra creano pericoli. Gervinho manda al bar mezza difesa friulana con le finte e dà un gioiello a Walcott, ma Handanovic si conferma super portiere con le prodezze su Walcott e Van Persie. Di Natale è scatenato: prima sfiora il gol, poi con merito lo trova. Grandissima rete la sua, con un colpo di testa piazzato sul palo lontano dopo il gran invito di Pinzi, sempre più a suo agio nella posizione di trequartista un po'anomalo.
MOSSE — Si riparte nella ripresa e Wenger aggiunge la qualità di Rosicky. Guidolin, dopo aver fatto scaldare Basta, decide di risolvere il problema del terzino destro spostando in quella posizione Benatia con Ekstrand in mezzo. Chissà se uno che dalla panchina sbaglia quasi niente come lui lo rifarebbe a mentre fredda. Perchè Benatia non ha il passo per tenere Gervinho. Uno che ti punta. Che la tiene incollata al piede. E lo "sceicco" ha gli stessi problemi dello svedese. E infatti al 10' l'ex Lilla si fuma il marocchino in dribbling e mette in mezzo per Van Persie, che questi gol col sinistro non li sbaglia. Prima mazzata.
COLPO DEL K.O. — Ora servono due gol. Fa un gran caldo. E c'è stanchezza. Ma l'Udinese avrebbe subito la possibilità di tenere accesa la speranza. L'attento giudice di porta vede il fallo di mano in area di Vermaelen. Ma Di Natale calcia troppo centralmente dagli undici metri e Szczesny para da giovane ottimo portiere qual è. Che rabbia Totò: un suo errore dal dischetto pesa ancora come un macigno. Proprio come in Nazionale ai rigori con la Spagna a Euro 2008. Seconda e definitva mazzata.
FINALE INUTILE — Mancherebbe mezz'ora, ma di fatto finisce qui. Un Arsenal migliore di quello dell'andata gestisce con calma il finale, ancor più dopo aver trovato il gol del 2-1 con Theo Walcott, che dialoga con Sagna, si mangia Benatia e non sbaglia davanti ad Handanovic.
gazzetta.it