Una sconfitta poco salutare...
Inviato: dom mar 06, 2005 9:30 pm
Come al solito, vi propongo il mio punto di vista, sperando nei vostri commenti, analisi, critiche, opinioni e quant'altro:
In questa stagione ho criticato spesso l’operato del nostro mister. Anche quando ha vinto perché, diciamocelo, la fortuna ci ha spesso dato una mano, come un grosso aiuto ce l’hanno dato pure i singoli che, spesso e volentieri, ci hanno tolto le castagne dal fuoco. Oggi, però, sono emersi lampanti i limiti di un allenatore che, a parte riuscire a creare un buon gruppo e cementarlo giorno dopo giorno, pecca molto per ciò che concerne l’impostazione della gara e la lettura della stessa. Molti mi diranno che sono un disfattista, molti altri che il mio è uno sfogo per una partita persa. Non è così. Spero, però, che, stavolta, il nostro tecnico abbia almeno la dignità di ammettere l’infinita serie di errori che è stato capace di inanellare. Stavolta, la sua presunzione non potrà poggiare le basi sul risultato favorevole. Abbiamo perso e Cuccureddu ne ha combinate davvero di tutti i colori. Ma il paradossale è un tecnico che non cambia in corsa durante la gara ma aspetta sempre la metà di una ripresa, un allenatore supportato dalla fortuna che non si accorge che la squadra non gira. Oggi, abbiamo sofferto con Ametrano esterno di difesa e Fusco ala destra. E pensare che avevamo gente del calibro di Nicoletto e D’Andrea che potevano tranquillamente essere utili alla causa. Il nostro mister ha, invece, pensato di concedere nuovamente spazio, e stavolta fatemelo dire vergognosamente, a Millesi. Dopo una serie interminabile di partite in cui l’esterno guardava dal campo l’operato degli avversari e dopo la botta rimediata in settimana, Cuccureddu ha pensato bene di schierarlo sul settore di destra. Bontà sua, l’Avellino non è riuscito a imprimere l’accelerazione attesa, che, invece, è stato capace di dare il Benevento, vincendo la partita. C’è, inoltre, un altro aspetto che deve far riflettere. Oggi, per lunghi tratti della gara, mi è parso di rivedere il vecchio Avellino quello che, presuntuoso, credeva di saper e poter amministrare la gara e trovare il solito golletto, prima o poi, per togliersi le castagne dal fuoco. Un Avellino, quello visto oggi, che ha mancato di grinta, determinazione, di carattere. Molti giocatori hanno mostrato poca voglia di lottare e di soffrire. E’ andata così e, oggi, non si può far finta di niente, non si può pensare di aver perso una partita. Oggi, abbiamo perso una gara che, molto probabilmente, ci sosterà molto in termini di promozione diretta. Perché, se è vero che mancano nove giornate alla fine del campionato, è pur vero che lunedì sera, a Padova, potremo entrare in campo con la consapevolezza di avere sei punti dal Rimini. In quel caso non vorrei essere nei nostri giocatori, obbligati a giocarsi il tutto per tutto per evitare di dire addio ai sogni di gloria. Io, però, spero che la palla ed il campo smentiscano anche il Rimini e che il campionato resti ancora, a lungo, aperto.
In questa stagione ho criticato spesso l’operato del nostro mister. Anche quando ha vinto perché, diciamocelo, la fortuna ci ha spesso dato una mano, come un grosso aiuto ce l’hanno dato pure i singoli che, spesso e volentieri, ci hanno tolto le castagne dal fuoco. Oggi, però, sono emersi lampanti i limiti di un allenatore che, a parte riuscire a creare un buon gruppo e cementarlo giorno dopo giorno, pecca molto per ciò che concerne l’impostazione della gara e la lettura della stessa. Molti mi diranno che sono un disfattista, molti altri che il mio è uno sfogo per una partita persa. Non è così. Spero, però, che, stavolta, il nostro tecnico abbia almeno la dignità di ammettere l’infinita serie di errori che è stato capace di inanellare. Stavolta, la sua presunzione non potrà poggiare le basi sul risultato favorevole. Abbiamo perso e Cuccureddu ne ha combinate davvero di tutti i colori. Ma il paradossale è un tecnico che non cambia in corsa durante la gara ma aspetta sempre la metà di una ripresa, un allenatore supportato dalla fortuna che non si accorge che la squadra non gira. Oggi, abbiamo sofferto con Ametrano esterno di difesa e Fusco ala destra. E pensare che avevamo gente del calibro di Nicoletto e D’Andrea che potevano tranquillamente essere utili alla causa. Il nostro mister ha, invece, pensato di concedere nuovamente spazio, e stavolta fatemelo dire vergognosamente, a Millesi. Dopo una serie interminabile di partite in cui l’esterno guardava dal campo l’operato degli avversari e dopo la botta rimediata in settimana, Cuccureddu ha pensato bene di schierarlo sul settore di destra. Bontà sua, l’Avellino non è riuscito a imprimere l’accelerazione attesa, che, invece, è stato capace di dare il Benevento, vincendo la partita. C’è, inoltre, un altro aspetto che deve far riflettere. Oggi, per lunghi tratti della gara, mi è parso di rivedere il vecchio Avellino quello che, presuntuoso, credeva di saper e poter amministrare la gara e trovare il solito golletto, prima o poi, per togliersi le castagne dal fuoco. Un Avellino, quello visto oggi, che ha mancato di grinta, determinazione, di carattere. Molti giocatori hanno mostrato poca voglia di lottare e di soffrire. E’ andata così e, oggi, non si può far finta di niente, non si può pensare di aver perso una partita. Oggi, abbiamo perso una gara che, molto probabilmente, ci sosterà molto in termini di promozione diretta. Perché, se è vero che mancano nove giornate alla fine del campionato, è pur vero che lunedì sera, a Padova, potremo entrare in campo con la consapevolezza di avere sei punti dal Rimini. In quel caso non vorrei essere nei nostri giocatori, obbligati a giocarsi il tutto per tutto per evitare di dire addio ai sogni di gloria. Io, però, spero che la palla ed il campo smentiscano anche il Rimini e che il campionato resti ancora, a lungo, aperto.