
Che il calcio impari......anche dall'atletica e il nuoto!
Il calcio italiano non solo dovrebbe imparare dal volley e dal tennis, ma anche dall’atletica e dal nuoto. Incredibile quello che siamo riusciti a fare ai Campionati Europei di atletica e di nuoto (43 medaglie

). Non abbiamo vinto il medagliere in entrambi gli sport solo perché Thomas Ceccon e Benedetta Pilato sono stati battuti per un solo centesimo di secondo nelle loro finali.
Soprattutto, il primo posto nel medagliere nell’atletica, con 22 medaglie

, davanti ai padroni di casa dell’Inghilterra, è stato qualcosa di magnificamente sorprendente. Per dire: soltanto 12 anni fa, agli Europei di Zurigo, avevamo chiuso il medagliere al 9° posto con la miseria di 3 medaglie

. Cioè, qui si capisce davvero che si è cambiato registro: si è investito, si è programmato, si è lavorato seriamente e i risultati, prima o poi, sono arrivati.
E il calcio italiano? Lasciamo stare! Come dice bene Baldini, ormai è da decenni nelle mani di lestofanti. Dirigenti che pensano esclusivamente ai propri interessi, alle proprie poltrone e alla propria convenienza, invece di preoccuparsi della crescita del movimento. Un sistema completamente autoreferenziale, dove troppo spesso si pensa a tirare avanti alla meno peggio, senza una vera visione per il futuro.
E la cosa più assurda è che, quando arrivano i risultati negativi, sembra quasi che nessuno abbia mai delle responsabilità. Si cambia allenatore, si cambia qualche dirigente, si fanno proclami, si promettono riforme...e poi, puntualmente, tutto torna come prima. Il problema è che non si vuole davvero cambiare il sistema. Perché cambiare significa mettere in discussione privilegi, interessi e poltrone. E allora molto meglio lasciare tutto com’è. Il confronto con gli altri sport italiani, a questo punto, è impietoso. Perché se l’atletica, il nuoto, il volley e il tennis sono riusciti a costruire percorsi di crescita e a diventare eccellenze internazionali, significa che il problema non è l’Italia e non è nemmeno la mancanza di talento. Il problema è come vengono gestite le cose.
E questo è forse l’aspetto che fa più rabbia. Comunque, sono felicissimo che, in altri sport, apparteniamo all’élite europea e mondiale. Questo dimostra che, quando si lavora seriamente, con programmazione, competenza e una visione di lungo periodo, un paese come l’Italia, sportivamente parlando, è un vero gioiello!
Il calcio italiano dovrebbe prendere esempio. Ma per farlo, prima di tutto, dovrebbe avere il coraggio di ammettere che il problema non sono sempre gli altri: il problema, molto spesso, è proprio il sistema che lo governa!