
Campioni del mondo da calciatori..bravi anche da allenatori?
Allora, premetto che ho aperto questo topic per fare una riflessione, soprattutto sui nostri campioni del mondo da calciatori che hanno poi deciso di intraprendere la carriera di allenatore. Prendo in considerazione gli ultimi due Mondiali vinti dall'Italia. Di seguito elenco chi ha provato a fare l'allenatore, oppure lo fa ancora oggi (non considero, però, chi ha allenato esclusivamente squadre giovanili di club).
1982 5:
Zoff, Cabrini, Gentile, Tardelli e Graziani!
2006 10:
Grosso, Gattuso, Inzaghi, De Rossi, Pirlo, Nesta, Gilardino, Cannavaro, Oddo ed Amelia
Dei ragazzi del 1982, uno solo si è fatto davvero apprezzare come allenatore, e questo è Dino Zoff (e forse se Gentile non fosse stato fatto fuori per chissà quale motivo...avrebbe avuto una carriera ben diversa da quella che gli è stata concessa: liquidato in quattro e quattr'otto dopo l'ottimo lavoro svolto con l'U21, ormai vent'anni fa!).
Passiamo ai "mitici" ragazzi del 2006. Ben dieci!

A sentire certa stampa italica sembrava dovessero rivoluzionare il calcio italiano.....invece, a conti fatti, c'è stato molto più fumo che arrosto. Per carità, qualcuno una coppetta l'ha pure portata a casa, qualcun altro una promozione l'ha conquistata, e magari è arrivata anche qualche coppa in campionati dove il calcio ha lo stesso peso del due di spade quando la briscola è denari. Se però vogliamo essere onesti, di veramente straordinario si è visto ben poco.
Ora uno di questi gran calciatori del 2006 si è accomodato sulla nostra panchina. E di questo ne abbiamo già parlato (e che Dio ce la mandi buona)

! A un altro, invece, secondo le indiscrezioni, vorrebbero addirittura riaffidare la Nazionale italiana

Evidentemente la lezione di Gennarino non è bastata. Anzi, c'è ancora chi pensa che, se hai vinto un Mondiale da calciatore, allora sei automaticamente anche un grande allenatore. Per capire che le due cose non coincidono, probabilmente bisogna toccare il fondo.....e magari iniziare pure a scavare. Io, sinceramente, resto senza parole. Purtroppo una parte della stampa italiana continua a vendere la solita favoletta: il nome altisonante vale più delle competenze. Così basta chiamarsi Maldini, Leonardo o Pirlo per essere dipinti come simboli di rinnovamento, modernità e successo, ancora prima di aver dimostrato qualcosa in tal senso!
Poi ci si domanda perché il calcio italiano continui a girare sempre attorno agli stessi nomi e alle stesse illusioni. Ma evidentemente il curriculum da calciatore, da noi, conta ancora più dei risultati da allenatore. Beato chi riesce ancora a credere a queste favole romantiche.
Passo e chiudo.