Forum di discussione sul nostro Magico Lupo
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gio ott 19, 2006 11:27 am

Si dice che il calcio è lo specchio della società. E io ci credo. Infatti, la stessa metastasi tumorale che invade i tessuti sociali ha invaso e mangiato dall’interno “il più bel gioco del mondo”.

Il cancro, della società e del calcio, si chiama: liberismo.

Si dice che il prossimo sarà l’Anno Zero del calcio. E io ci credo. Ma fare Tabula Rasa del vecchio organigramma, marcio e corrotto, come viene invocato da tutti, servirà a poco se il regime con cui si ripartirà sarà ancora quello liberista.

È necessario ripartire da un regime diverso: la socializzazione, p.e..



SOCIALIZZARE IL CALCIO
Punti di Base


Premessa:

In ottemperanza ai principi della Socializzazione che prevedono la divisione delle responsabilità, degli utili e la ridestinazione sociale di eventuali profitti, si dispone quanto segue:


- Non sono ammesse alle competizioni di categoria Società a fini di lucro. Le Società sportive NON possono essere quotate in borsa

- Il totale economico derivante dalla cessione dei diritti televisivi verrà diviso in parti assolutamente uguali fra tutte le Società partecipanti al campionato

- È stabilito un tetto massimo di spesa per il cosiddetto “calcio mercato”, uguale per tutte le Società. Le Società non potranno spendere di più, neanche in caso di introiti derivanti dalla cessione del cartellino di giocatori sotto contratto societario

- È stabilito un tetto massimo di spesa generale per i contratti di tutti i tesserati, uguale per tutte le Società

- È abolita la figura professionale dei Procuratori: le provvigioni sui trasferimenti e sui contratti dei loro assistiti saranno equiparati al reato dell’usura

- I moduli contrattuali per il tesseramento dei calciatori professionisti saranno identici per tutti: le parti in bianco e da riempire saranno solo quelle della cifra del corrispettivo economico annuale e della durata del tesseramento. Per la valutazione di altri guadagni derivanti dal suo rapporto con la società (sponsor, diritti d’immagine, etc...) il calciatore potrà avvalersi di un commercialista di sua fiducia

- Al termine di ogni stagione calcistica, il 30% degli utili economici derivati dagli introiti degli abbonamenti e dei biglietti d’ingresso allo stadio, ed eventuali altri introiti derivanti dalle attività sociali (merchandising, etc...) saranno divisi in parti uguali fra tutti, tesserati (calciatori e non), dipendenti amministrativi e operatori dei servizi (giardinieri, magazzinieri, etc...) della Società stessa. Il restante 70% verrà destinato alla creazione o al miglioramento degli impianti sportivi societari

- La gestione amministrativo-economica delle Società sarà coadiuvata e vigilata da un Commissario, nominato dalle istituzioni governative dello Stato e iscritto, per concorso pubblico, alla Corporazione dello Sport. Il Commissario NON beneficerà della divisione degli utili

- Le Società sportive NON possono indebitarsi con banche o istituti finanziari. L’indebitamento equivale al fallimento della Società e alla sua conseguente eliminazione dalle competizioni di qualsiasi categoria. Qualora si verificasse tale eventualità, o per qualsiasi altra infrazione nella gestione della Società, il Commissario governativo della Corporazione dello Sport, sarà ritenuto responsabile e radiato dall’Albo

- Responsabile della gestione della Società sportiva sarà il Consiglio di Amministrzione composto: dal Presidente proprietario della stessa Società, dal Commissario governativo (nominato dallo Stato), da un rappresentante dello staff dirigenziale della società (eletto a maggioranza dai componenti), da un rappresentante dello staff tecnico (idem), da un rappresentante dei calciatori (idem), da un rappresentante del personale amministrativo (idem), da un rappresentante del personale operativo (idem) e da un rappresentante della tifoseria (eletto a maggioranza dagli abbonati).



Comments
Francesco wrote:
Alcuni punti sono stracondivisibili : 1) tornare alle società calcistiche senza scopo di lucro (meglio in forma associativa e non societaria) 2) e comunque vietare la quotazione borsistica 3) applicare in modo rigoroso le leggi vigenti 4) ridurre gli ingaggi (con tetti massimi e controlli ferrei) dei calciatori e, di conseguenza, i prezzi dei biglietti, in sostanza il business.
Torniamo al calcio popolare e pulito.
25/05 19:31:44
Susanna wrote:
Caro Miro, sono assolutamente d'accordo su tutti gli emendamenti anche se a mio avviso sono "morbidi" ed andrei ad irrigidire ulteriormente le posizioni nei confronti di tutti, indistintamente.. Mi veniva da pensare a due cose mentre leggevo il tuo calcio-sport-pamphlet. La prima era rivolta a mio padre quando giocava a pallone (dalla fine degli anni '30 fino agli anni '50 compresi... in varie squadre). Di lui e dei suoi compagni ho visto, in foto ormai sbiadite, scarpini scompagnati e calzini scalcagnati, palloni di stracci e magliette bucate.. pantaloncioni fino alle ginocchia e fascette in testa tipo kamikaze... Ma erano fieri di giocare, per loro e per chi li stava a guardare... Erano atleti nel senso greco/romano del termine. Era il corpo a muoversi nell'universo campo ed a muovere lo spirito del gioco. Erano veramente GIL (Giov. Ital. Litt.). La seconda è assai più recente. Un mese fa circa si sono svolti qui a Frascati i giochi regionali di atletica per disabili mentali (Special Olympics) che andranno poi a confluire nelle Olimpiadi di settembre al Foro Italico. Be' alla faccia di tutti questi giocatori viziati e viziosi, ho assitito a delle gare emozionanti ed al di là di ogni umano limite... con orgoglio e tenacia da parte di chi gli dei hanno voluto ingiustamente punire. Nonostante una pioggia incessante, per due giorni questi meravigliosi atleti si sono cimentati in tutte le specialità atletiche, facendo chinare la testa a noi che siamo normodotati e ci crediamo padroni del mondo... Non so se questo mio intervento c'entra qualcosa in questa discussione ma credo che alla base si sia anche perso il vero significato e significante di termini quali atleta, sport, competizione e tutto quello che vi viene in mente di abbinarci. E se non verranno ritrovati i veri significati di tutto ciò l'universo sportivo non potrà definirsi tale
Cordialmente
25/05 19:45:55
Moreno wrote:
Se fosse così semplice cambiare il calcio, sicuramente troveremmo nuovi innamorati e probabilmente meno violenza! Non credo che ci sia la voglia di chi dirigerà la baracca di definire in modo così drastico IL MONDO DEL CALCIO! Accontentiamoci, come quando accadde "mani pulite", di vedere per qualche anno uno sport più pulito e meno scontato. Poi tornerà tutto come prima!!! Pertroppo!!!!!
26/05 02:29:20
Francesco wrote:
Per Moreno :

i fatti di questi giorni devono essere il giusto pretesto per "ripulire" il mondo del calcio. Più sport, meno business.
26/05 03:10:20
Alessandro wrote:
sono in generale d'accordo ma lo stato lo lascierei a casa, dove c'è lo stato ci stanno i compagni, dove ci stanno i compagni ci sta il marcio e mi sembra che di marcio ne abbiamo abbastanza. Ultima considerazione non credo che il cancro si chiami liberismo ne che la socializzazione sia la soluzione, il cancro siamo noi uomini d'Europa che ci siamo scordati cosa vuol dire l'onore ed il coraggio, saimo noi che abbiamo venduto i nostri valori per un completo ed una cravatta, prendersela con gli altri non ha senso...arrivaderci
26/05 12:12:52
miro wrote:
X Moreno

guarda che il programma è tutt'altro che semplice da realizzare. Anzi, penso che sia proprio impossibile. Ed è esattamente per questa impossibilità che, dopo aver fatto un po' di piazza pulita, tutto tornerà come prima (Vedi Tangentopoli)

X Alessandro

La partecipazione di un Commissario governativo nelle imprese è uno dei principali capisaldi della Socializzazione voluta dal duce con decreto 375/'43: e a me,compagni o non compagni, onestamente non dispiace, proprio perché equilibra la situazione fra capitale e forza lavoro... Insomma: un po' più stato e un po' meno libero mercato
26/05 13:31:56
Moreno wrote:
Caro Miro il mio semplice significa esattamente l'opposto, per il resto vedo che la pensiamo allo stesso modo! Sembriamo due fratelli!!!
26/05 16:19:25
Francesco wrote:
Pure io non concordo con l'intervento diretto dello Stato nello sport, considerando l'equazione Stato = Partitocrazia.
26/05 18:28:52
Donar wrote:
Il calcio? Eliminiamolo!
26/05 20:24:36
Ludovico wrote:
Va bene la socializzazione ma, a mio avviso, non è applicabile a tutto. Non è, infatti, apllicabile al calcio. Lo stato non deve entrare nelle singole società ma coordinare e controllare il calcio dall'alto, dal basso e dai lati. Non dall'interno. Poi, non è giusto che una società che contribuisce maggiormente agli introtii per i diritti televisivi percepisca quanto le altre. Semai, in base al numero di tifosi abbonati allo stadio e alle pay-tv si potrebbe spartire le somme secondo precise e regolamentate percentuali. Con altri punti sono d'accordo ma conosco troppo bene il calcio per sapere che certe cose snaturerebbero lo sport più bello del mondo.
26/05 23:07:35
:ciao: :ciao: :ciao:

gio ott 19, 2006 8:35 pm

Hirpinus WOLF ha scritto:INFATTI IL CALCIO HA VISSUTO IN ITALIA CON SOCIETA' SENZA SCOPO DI LUCRO DAL 1892 AL 1996..


ma tu sei sicuro di quello ke dici? quindi in 10 anni di A sibilia o chi per lui non ha guadagnato nulla? forse non erano ancora state dichiarate società a scopo di lucro, ma formalmente lo sono da molto, certo non dal 1982, ma dal secondo dopoguerra almeno credo di si.

inutile ke riproponi il testo, te lo ho commentato, è un testo "povero" di persone, nel senso ke se devo fare una cena mi rivolgo a un cuoco non a un meccanico.

Hirpinus WOLF ha scritto:Si dice che il calcio è lo specchio della società. E io ci credo. Infatti, la stessa metastasi tumorale che invade i tessuti sociali ha invaso e mangiato dall’interno “il più bel gioco del mondo”.

Il cancro, della società e del calcio, si chiama: liberismo.

Si dice che il prossimo sarà l’Anno Zero del calcio. E io ci credo. Ma fare Tabula Rasa del vecchio organigramma, marcio e corrotto, come viene invocato da tutti, servirà a poco se il regime con cui si ripartirà sarà ancora quello liberista.

È necessario ripartire da un regime diverso: la socializzazione, p.e..



SOCIALIZZARE IL CALCIO
Punti di Base


Premessa:

In ottemperanza ai principi della Socializzazione che prevedono la divisione delle responsabilità, degli utili e la ridestinazione sociale di eventuali profitti, si dispone quanto segue:


- Non sono ammesse alle competizioni di categoria Società a fini di lucro. Le Società sportive NON possono essere quotate in borsa

- Il totale economico derivante dalla cessione dei diritti televisivi verrà diviso in parti assolutamente uguali fra tutte le Società partecipanti al campionato

- È stabilito un tetto massimo di spesa per il cosiddetto “calcio mercato”, uguale per tutte le Società. Le Società non potranno spendere di più, neanche in caso di introiti derivanti dalla cessione del cartellino di giocatori sotto contratto societario

- È stabilito un tetto massimo di spesa generale per i contratti di tutti i tesserati, uguale per tutte le Società

- È abolita la figura professionale dei Procuratori: le provvigioni sui trasferimenti e sui contratti dei loro assistiti saranno equiparati al reato dell’usura

- I moduli contrattuali per il tesseramento dei calciatori professionisti saranno identici per tutti: le parti in bianco e da riempire saranno solo quelle della cifra del corrispettivo economico annuale e della durata del tesseramento. Per la valutazione di altri guadagni derivanti dal suo rapporto con la società (sponsor, diritti d’immagine, etc...) il calciatore potrà avvalersi di un commercialista di sua fiducia

- Al termine di ogni stagione calcistica, il 30% degli utili economici derivati dagli introiti degli abbonamenti e dei biglietti d’ingresso allo stadio, ed eventuali altri introiti derivanti dalle attività sociali (merchandising, etc...) saranno divisi in parti uguali fra tutti, tesserati (calciatori e non), dipendenti amministrativi e operatori dei servizi (giardinieri, magazzinieri, etc...) della Società stessa. Il restante 70% verrà destinato alla creazione o al miglioramento degli impianti sportivi societari

- La gestione amministrativo-economica delle Società sarà coadiuvata e vigilata da un Commissario, nominato dalle istituzioni governative dello Stato e iscritto, per concorso pubblico, alla Corporazione dello Sport. Il Commissario NON beneficerà della divisione degli utili

- Le Società sportive NON possono indebitarsi con banche o istituti finanziari. L’indebitamento equivale al fallimento della Società e alla sua conseguente eliminazione dalle competizioni di qualsiasi categoria. Qualora si verificasse tale eventualità, o per qualsiasi altra infrazione nella gestione della Società, il Commissario governativo della Corporazione dello Sport, sarà ritenuto responsabile e radiato dall’Albo

- Responsabile della gestione della Società sportiva sarà il Consiglio di Amministrzione composto: dal Presidente proprietario della stessa Società, dal Commissario governativo (nominato dallo Stato), da un rappresentante dello staff dirigenziale della società (eletto a maggioranza dai componenti), da un rappresentante dello staff tecnico (idem), da un rappresentante dei calciatori (idem), da un rappresentante del personale amministrativo (idem), da un rappresentante del personale operativo (idem) e da un rappresentante della tifoseria (eletto a maggioranza dagli abbonati).


tralascio i commenti ke trovano il tempo ke trovano. prima di tutto mi piacerebbe sapere la fonte di questo schema, chi lo ha scritto e con quale scopo. in secondo luogo, ti vorrei fare una domanda: una società di calcio, con questo modo di amministrare, quanto potrebbe vivere? 1 mese? 2 settimane? 1 giorno?

la questione è kiara: niente scopo di lucro;

i guadagni della società sarebbero:

- 1/20 (1/18) dei diritti TV (qualora vi fossero per la serie)
- eventuale cessione di un calciatore;

inoltre, degli introiti di stadio, merchandising e simili, il 30% va diviso tra i dipendenti tutti, e il 70% è vincolato alla creazione o miglioria degli impianti.

le medie di Avellino degli ultimi anni, si attestano sulle 6000 unità. facendo una media di 70mila€ di incasso a incontro, si arriva intorno al milione di euro. di questo, 300mila vanno divisi tra i dipendenti (solo i calciatori sono una ventina, se vogliamo stringere tutti a 30, sono 10mila€ a testa) e i restanti 700mila vanno inpiegati in strutture. questo insomma non entra niente nel capitale sociale.

poi analizziamo gli incassi:

per la B questanno sky ha speso 40milioni; diviso 22 è circa 2 milioni ciascuno. una società di B dovrebbe vivere con 2 milioni un intera stagione, con questi 2 milioni dovrebbe pagare stipendi, le traferte, tutte le spese che una società deve normalmente sostenere. è palese, ke una società di B con 2 milioni non può vivere.

una società di C invece avrebbe ricavi solo dalle cessioni di calciatori. ma se nessuno ha introiti tali da poter spendere una cifra consistente per un calciatore, come può acquistare?

in definitiva, un proposta di questo tipo porterebbe a 2 possibili epiloghi:

1 - nel giro di 1 stagione falliscono tutte le società. finisce il calcio.
2 - le società per rientrare delle proprie spese sono costrette ad investire solo ed esclusivamente su giovani, i quali, ammesso ke divengano campioni, tempo 1 stagione faranno le valige per l'estero, dove non solo si è ben pagati, ma dove si fa calcio come si è sempre fatto, da sempre o quasi.

Hirpinus WOLF ha scritto:
inoltre tutti i tifosi..quelli che vedono lo sport e non il denaro..quelli che vogliono un calcio fatto di passione e colore oltre che calore e non di spettacolo...vogliono questo ritorno all'antica--
NON SONO CHIACCHIERE...SONO FATTI!

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si deve partire da un presupposto:

il calcio è nato senza tifosi. ai tifosi, sembrerà strano, nulla è dovuto. nessuno è obbligato a fare il tifoso, se uno lo vuole fare lo fa e basta, non deve imporsi, perkè il calcio non è suo. non si può pretendere ke la madre dei propri figli venga comandata da questi ultimi. il calcio esiste, se tu vuoi fare il tifoso di questo sport segui quello ke è il percorso dello sport calcio, se questo non ti aggrada, puoi smettere di fare il tifoso di calcio, e istituire un nuovo sport con un campo 22 calciatori e una palla e lo chiami "pinco pallino", e quello sarà il tuo sport. il calcio non è dei tifosi. se invece uno ha passione, ha una fede verso la propria squadra, i propri colori, è giusto ke voglia supportarla come meglio crede, ed eventuali delusioni sono da imputare a se stessi. se rimani deluso è perkè ci tenevi, ma nessuno ti ha obbligato a "tenerci". puoi rimanere dispiaciuto, ma questa è sempre una "colpa" personale, perkè nessuno ci obbliga a farci influenzare emotivamente dallo sport calcio. se non si è daccordo con qualkosa, si fa quello ke è per legge possibile: si cerca di entrare nel consiglio di amministrazione dello sport calcio e magari andare alla presidenza. in quel momento, e solo in quel momento, potrai dire la tua sul come gestire lo sport calcio, ma cmq non potrai imporre niente, e cmq quello sport non sarà tuo, perkè l'organo che gestisce il calcio non è una monarchia o una dittatura, non si può comandare da soli questo sport.
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