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L'intervista a Criaco... 
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Lupissimo
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Iscritto il: gio gen 06, 2005 7:24 pm
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Messaggio L'intervista a Criaco...
Per chi non l'avesse letta nel nostro spazio dedicato ad ultrà Avellino, vi propongo l'intervista fatta dal sottoscritto a Leo Criaco in vista del derby con il Benevento. Spero che, come il mio precedente, anche questo post induca numerosi commenti, impressioni, critiche e quant'altro...Questo il testo dell'intervista:
Gli sono bastati pochi mesi per diventare uno dei beniamini della tifoseria avellinese. Acquistato nel corso del mercato di agosto, è diventato uno dei lupi più apprezzati, vuoi per il suo “turbolento” arrivo in biancoverde, vuoi per le sue prestazioni “passionali”, come lui stesso le definisce. Oggi può considerarsi uno dei perni della difesa di Antonello Cuccureddu, pur tormentato da alcuni guai fisici che sembrano accompagnarlo costantemente. In campo, però, è impossibile non notarlo, per le sue prestazioni sempre al massimo, condite dalla giusta grinta e cattiveria agonistica. Tanto che, da ormai diverse settimane, i tifosi gli hanno dedicato un benevolo ed affettuoso striscione, “Criaco menali tutti”, che portano in giro sui campi in cui sono impegnati i lupi. Il 32enne difensore calabrese nato ad Africo, in provincia di Reggio Calabria, ricambia con la stessa passione, i sentimenti della tifoseria irpina. Oggi, alla vigilia dell’importante derby casalingo contro il Benevento, lo abbiamo voluto come protagonista della nostra rubrica. Criaco è, infatti, un ex giallorosso e, in estate, ha palesemente preferito il trasferimento ad Avellino, scatenando le ire dei tifosi sanniti che, oggi, non lo vedono certamente di buon occhio. Domenica, il baluardo della retroguardia irpina non sarà della gara perché squalificato. Qualcuno, sulla sponda giallorosa, ha voluto malignare (Criaco fui assente anche all’andata, ndr). Lui, senza problemi, con la schiettezza e la cortesia che lo contraddistinguono ha confermato l’infondatezza di tali accuse, provando a chiarire alcuni aspetti di quel trasferimento che i tifosi sanniti non sono ancora riusciti a mandare giù.
Siamo alla vigilia del match con il Benevento. Come all’andata, anche domenica Criaco non sarà della gara. E’ semplicemente un caso?
C’è poco da dire. Sono stato ammonito a Reggio e, in quanto diffidato, sarò costretto a saltare il derby. Non avrei, comunque, avuto alcun motivo per evitare di giocare questa gara. Anzi, dirò di più. All’andata ero molto arrabbiato per aver dovuto saltare la sfida del Santa Colomba e, anche domenica, sarei voluto essere dell’undici titolare, ancor di più perché giocavamo in casa, dinanzi al nostro pubblico.
Eppure, il tuo trasferimento dal Benevento è stato condito da numerose polemiche. Ci racconti la tua scelta?
Ho preferito, anche nei mesi passati, glissare sui motivi che mi hanno spinto a preferire il trasferimento in Irpinia. Alcuni, poi, sono venuti comunque fuori. Posso, però, dire che nel Sannio ci sono sempre problemi e, quindi, ho cercato un’altra sistemazione per esercitare al meglio la mia professione.
Tornando alla gara di domenica, il Benevento non naviga certo in buonissime acque, anche se sta forse provando l’ultimo assalto alla zona play off. Che partita prevedi?
Loro sono una buona squadra che in quest’ultimo periodo sta trovando la giusta quadratura. Considerando che si tratta di un derby, sarà una gara ancora più difficile ma sono sicuro che l’Avellino ha tutte le carte in regola per fare una buona prestazione e vincere la partita.
Da ex, conosci bene molti degli attuali calciatori del Benevento. Considerando anche la gara dell’andata, quale credi possa essere la chiave di svolta della partita?
Bisogna scendere in campo con tanta determinazione e voglia di vincere. Se tutti i reparti fanno una bella prestazione non credo dovremmo avere problemi a vincere la gara. Del resto, anche se consapevoli di affrontare una buona squadra, la classifica al momento parla chiaro.
Facendo un passo indietro, invece, è impossibile non buttare un occhio sulla buona prestazione offerta dai lupi in quel di Reggio Emilia. Il pareggio al 93’ ha evitato una sconfitta che avrebbe avuto quasi il sapore della beffa. Ma, visto da Leo Criaco, il pareggio di Reggio è sinonimo di un punto guadagnato o due punti persi?
Indubbiamente abbiamo fatto una bella prestazione sul campo della Reggiana. Peccato per quel gol arrivato nei primi minuti e tutto sommato evitabile. Non subendolo avremmo potuto anche vincere. Alla fine, però, il risultato conseguito può soddisfarci. Abbiamo portato a casa un buon pareggio da uno dei campi forse più difficili del girone.
Intanto, abbiamo agganciato il Rimini, in attesa del recupero di Pesaro, in vetta alla classifica. Nelle prossime gare, però, i romagnoli sembrano avere un calendario più agevole. Quanto questo credi possa influire sul prosieguo del torneo?
E’ giusto guardare anche il calendario ma bisogna pensare a dare il massimo domenica dopo domenica, trovando in ogni gara le motivazioni per far bene e portare a casa risultati positivi. In questa fase del campionato, infatti, tutte le squadre lottano per un obiettivo e nessuna gara può essere considerata facile. Per questo contano solo l’impegno e la concentrazione con cui si affrontano le singole partite.
Il tecnico del Rimini sostiene che il campionato si vince intorno ai 70 punti, forse qualcosa in più. Quanto può servire fare tabelle?
Ognuno ha le sue idee e può fare ciò che vuole. Io, però, ritengo che bisogna giocarsi ogni singola partita, dando il massimo e provando a vincerle tutte.
Campionato a parte, sei ad Avellino ormai da diversi mesi. Che ambiente hai trovato in Irpinia? Come giudichi la tifoseria avellinese?
Premetto che non è nel mio costume fare sviolinate. Sui tifosi dell’Avellino c’è, però, poco da dire. E’ una piazza calorosa, a cui la serie C sta veramente stretta. Mi sembra di rivivere gli anni della mia esperienza a Messina, una società ed una piazza che erano in un campionato con cui, come i lupi oggi, non avevano nulla a che fare. I peloritani sono, poi, riusciti ad affermarsi. Chissà che la storia non si ripeta.
Pur non essendo uno della vecchia guardia, hai avuto subito il merito di entrare nei cuori della tifoseria irpina. I supporter biancoverdi ti hanno dedicato uno striscione, “Criaco menali tutti”, a testimonianza della tua verve sanguigna, della grinta che metti in ogni gara.
Le mie caratteristiche sono quelle di non mollare mai e cercare di lavorare sempre al meglio, provando a dare una mano ai miei compagni, specie quando sono in una situazione di difficoltà. Ci metto molta passionalità in tutte le gare, sono fatto così.
La nostra rubrica ha un finale ormai di rito, dal quale neanche un coriaceo come te può sottrarsi. Qual è il soprannome di Leo Criaco?
Non ho un vero e proprio soprannome. Quelli che hanno giocato più anni con me mi appellavano Parente ma, dopo la vicenda sul calcio scommesse è forse meglio metterlo da parte…

_________________
NESSUNO TOCCHI IL FORMICOSO!!!


dom mar 06, 2005 12:18 am
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