giunto ad Avellino con grande entusiasmo,
che manifesta, fin dalla prima parola, un grande rispetto per l'Avellino, Avellino, i tifosi e la stampa,
che accetta di partire per il ritiro con la primavera, qualche giovane appena arrivato, qualche bebè in prova, qualche "vecchio" distratto e con la valigia in mano e lavora con tanto impegno e tanta serietà, come se quella fosse la squadra che gli sarà affidata nel campionato,
che parla ai "vecchi" con grande rispetto e comprensione per le loro aspirazioni, ma anche con grande chiarezza ed onestà,
che, nella prima gara ufficiale, a Giugliano, presenta una squadra che testimonia la bontà del lavoro fatto in ritiro e fa soffrire l'Albinoleffe tantissimo, venendo eliminato solo per tanta sfortuna,
che dimostra, coi fatti, che parole quali rispetto del gruppo, rispetto per tutti, al di là del nome, siano cose in cui crede e che veramente mette in pratica, ottenendo così due cose:
chi gioca sa che il proprio impegno e le proprie prestazioni non sono vane, mortificate e ripaga con prestazioni eccellenti;
chi non gioca sa che deve solo dimostrare coi fatti di meritare il posto in squadra e quando viene chiamato, durante o ad inizio di gara, sforna prestazioni positivissime (Ametrano, Moretti, Ascenzi...),
che lavora tantissimo, come testomonia chi segue gli allenamenti,
che dimostra di saper preparare bene le gare e di leggere benissimo le partite,
che viene abbracciato dai calciatori dopo un goal (l'ultimo Evacuo, a Martina),
che, a poche ore dalla mazzata dei due punti tolti, presenta a Martina una squadra concentrata, motivatissima e che domina in lungo e largo , concedendo alla squadra di casa solo due azioni, segnando 3 goal, prendendo un palo, sbagliano un goal a porta vuota, sbagliandone almeno un paio clamorose (Tufano/Riccio) e costruendo altre azioni sfumate nell'ultimo passaggio...
che riesce a tenere la squadra al riparo da tutto e da tutti, in un in un ambiente lacerato da polemiche e guerre e cattiverie e inciuci, e dai guai societari, riuscendo a fare 9 punti in 4 gare, con vittorie nette con due o tre goal di scarto, perdendo malamente una di quelle gare che accadono ad ogni morte di Papa...
e tutto questo la fa, mentre ha dovuto fare quel lavoro che nel ritiro non è stato possibile, assemblando una squadra con calciatori giunti poco per volta e con la necessità di uniformare la condizione fisica dei diversi calciatori,
sarebbe osannato un giorno sì e l'altro pure.
In un paese normale. Ma Avellino non lo è più da tempo e per questo non mi meraviglio che gli rompano pure 'o ca.zzo
Mister, io posso solo fare una cosa: dirti grazie!