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L'ex Pancotto"Roma è una squadra in forma, ber batterla dobbiamo evitare di prendere dei break"

Scritto da Redazione ForzAvellino.net on .

 
 
All'andata la sua Avellino sbancò il PalaLottomatica approfittando di una Roma ancora in fase di rodaggio con una partita concreta, bloccando le bocche da fuoco caDitoline. Se lo ricorda bene Cesare Pancotto, allenatore dell'Air: quel giorno, forse, fu proprio Avellino ad incrinare le certezze della Virtus «gentiliana », con un capitombolo interno che sollevò i primi mugugni. Ma la sfida di domani, a quasi 4 mesi di distanza, sarà diversa. «E cambiato tutto - spiega coach Pancotto, che non ebbe fortuna nella sua esperienza romana -. Restò però una grande partita da parte nostra, fummo bravi a fermare le chiavi dell'attacco di Roma e coinvolgendo tutti». Pancotto riuscì a limitare Jaaber e Hutson ed ottenne i suoi frutti. «Ma oggi il gioco è più corale - continua il tecnico, veterano della A -, i giocatori partecipano di più ed hanno un altro sistema, dove la palla si muove di più. Adesso la Lottomatica è una squadra in forma, che gioca con fiducia ed energia e noi dovremmo essere bravi a mettere nel loro ingranaggio un granellino di sabbia».

CAMBIAMENTI - Anche Avellino è diversa rispetto a quando le cose andavano col vento in poppa. La squadra dopo alcune scosse di assestamento ha trovato la sua dimensione e vuole togliersi soddisfazioni importanti, come quella dei playoff. Per questo la sfida di domani ha un significato particolare. «Abbiamo sempre lo stesso obiettivo, ovvero la permanenza in A. All'andata avevamo addosso tanto entusiasmo ed incoscienza. Ora forse siamo più maturi. Per mettere quel granellino nel loro ingranaggio dobbiamo evitare di prendere dei break nell'arco della gara e migliorare le percentuali da tre punti». Sarà una partita interessante, condizionata da qualche assenza (out Minard, Giachetti in forse, recuperati Datome ed Hutson).

AMARCORD - Fra Pancotto e la Virtus ci fu un flirt nella stagione 1999-2000. Giusto quello, durato 6 mesi, il tempo che Pancotto resistette sulla panchina romana, prima di una decisione drastica, nonostante avesse il 65.3% di vittorie con 15 vinte ed 8 perse. Colpa soprattutto di una coppia Williams- Iuzzolino di certoscelta non da lui. «Roma per me è un ricordo bellissimo - prosegue il coach -. Faccio una battuta: stavo per prendere il premio di allenatore dell'anno e mi sono ritrovato senza squadra. Per me come uomo e come allenatore è stata un'esperienza fondamentale, porto dentro di me sensazioni importanti».



Fonte: CORRIERE DELLO SPORT (Francesco Carotti/infopress)